C’è un rapporto tra sclerosi multipla e rischio d’infarto nelle donne?

Ricerca su Jama Neurology lancia l’ipotesi e segnala l’utilità del trattamento con statine. Ma è importante la prevenzione cardiovascolare mirata

C’è un rapporto tra sclerosi multipla e rischio d’infarto nelle donne?

Arriva dal Regno Unito un’indicazione che deve mettere in guardia per la salute dell’apparato cardiovascolare e il pericolo di andare incontro a infarto o ictus nella popolazione femminile. Nelle persone con sclerosi multipla, malattia che colpisce soprattutto le donne ed ha una chiara origina autoimmune, occorre prestare particolare attenzione ai grandi vasi del sistema circolatorio: ci sarebbe un rischio di elevato di quasi un terzo di andare incontro a patologia macrovascolare, rispetto alla popolazione normale. Cosa significa? Vuol dire che aumenta il pericolo che ci siano problemi circolatori a carico di arterie, come le coronarie o le carotidi, fondamentali per portare il sangue a cuore e cervello. La conseguenza di questa situazione si traduce quindi in un rischio di una volta e mezzo più alto per chi ha la sclerosi multipla di andare incontro a infarti o ictus mortali. Questo dato segnala quanto sia importante avere una particolare attenzione da parte dei medici nei confronti della circolazione di chi soffre della patologia neurologica.  Ma attenzione: il trattamento con statine, farmaci impiegati per ridurre i valori di colesterolo, può rivelarsi particolarmente protettivo in questa popolazione. L’indagine ha preso in esame oltre 12.000 persone con sclerosi multipla in Inghilterra, è stata pubblicata su Jama Neurology ed è stata coordinata da Raffaele Palladino della Scuola di Sanità Pubblica dell’Imperial College di Londra. Due su tre delle persone seguite erano di sesso femminile: l’età media dei soggetti studiati si aggirava intorno ai 45 anni. I dati raccolti nel periodo di osservazione sono stati incrociati con quelli di una popolazione simile – senza la patologia - di oltre 70.000 persone.  Dall’analisi dei dati è emerso chiaramente come esistesse un più elevato rischio di episodi acuti cardiovascolari, appunto infarto ed ictus, nelle donne che avevano la malattia neurologica.

Infiammazione, ma non solo

Sarebbe l’infiammazione, tratto che lega sia la malattia neurologica che gli eventi che scatenano la formazione di un’occlusione lungo i vasi arteriosi determinando l’ischemia a valle dell’area in cui la circolazione si “blocca”, la chiave per comprendere il maggior rischio cardiovascolare nelle donne con sclerosi multipla. Ma non bisogna dimenticare un dato che va tenuto presente. L’età media della popolazione femminile in esame, e di conseguenza anche quella del campione di controllo senza sclerosi multipla, è bassa. Ciò significa che per le donne studiate il rischio d’infarto ed ictus risulta globalmente limitato (nel gentil sesso i rischi tendono ad elevarsi più avanti per l’apparato cardiovascolare), con conseguente possibilità di sovravalutazione del rischio nella popolazione con sclerosi multipla. Secondo Palladino, in ogni caso, l’infiammazione che si correla alla patologia neurologica potrebbe espandersi anche alle pareti dei vasi sanguigni, con conseguente “facilitazione” dell’insorgenza di lesioni aterosclerotiche. Tuttavia non è ancora possibile trarre conclusioni definitive dalla ricerca, che necessita di ulteriori conferme per essere considerata definitiva. Al momento, in ogni caso, l’indicazione che si può trarre va verso la necessità di percorsi di monitoraggio specifici per l’apparato cardiovascolare nelle donne che soffrono di sclerosi multipla, in particolare quando i parametri infiammatori sono particolarmente elevati. In futuro, in ogni caso, ulteriori dati saranno necessari per confermare questa ipotesi. 

 

(FM)