Colesterolo LDL troppo basso: è sempre un bene?

Per le donne livelli eccessivamente ridotti di colesterolo cattivo potrebbero essere correlate con un maggior rischio – seppure minimo - di ictus emorragico. Il trend è simile per i trigliceridi

Colesterolo LDL troppo basso: è sempre un bene?

“Lower is better”, dicono gli americani. Più si abbassa il colesterolo LDL, quello cattivo che tende a depositarsi all’interno delle arterie favorendo la comparsa di lesioni che possono ostruire il flusso del sangue, meno rischi corrono cuore e vasi. I cardiologi hanno quindi come chiaro obiettivo far scendere le LDL il più possibile, soprattutto in chi ha già avuto un infarto o un ictus o è comunque ad elevato rischio. Ma ora uno studio si addensa, come una nube, su questa realtà acclarata. Nelle donne forse valori troppo bassi di colesterolo LDL potrebbero essere correlate con un rischio più elevato, di poco, di sviluppare un ictus emorragico. Al momento si tratta solamente di un sospetto, che va comunque indagato. A far discutere è una ricerca condotta negli Usa e pubblicata sulla rivista Neurology. Stando ai principali risultati dello studio, che ha preso in esame quasi 28.000 donne seguite nella “Women’s Health Initiative” di almeno 45 anni o di età superiore seguite per circa vent’anni, nelle persone con valori di colesterolo di 70 milligrammi per decilitro o inferiori sarebbe più che doppio il rischio di andare incontro ad un ictus emorragico, rispetto alla popolazione femminile con livelli di LDL compresi tra i 100 e i 130 milligrammi per decilitro.  Qualcosa di simile, peraltro, avverrebbe anche con i trigliceridi: quando questi grassi nel sangue sono inferiori a 74 milligrammi per decilitro, infatti il rischio di ictus emorragico arriverebbe quasi a raddoppiarsi rispetto ad una trigliceridemia intorno ai 150 milligrammi per decilitro.

Il colesterolo rimane un nemico

Sia chiaro. Questo studio rappresenta solamente un elemento di attenzione, ma non sminuisce per nulla il peso del colesterolo LDL elevato come “nemico” per la circolazione. E soprattutto non prova in alcun modo un possibile rapporto causa-effetto tra valori bassi di LDL e trigliceridi come rileva anche Pamela Rist, coordinatrice dello studio, che lavora all’Università di Harvard e all’Ospedale Brigham and Women's di Boston. "Non è ancora noto il meccanismo attraverso cui livelli estremamente bassi di colesterolo LDL e trigliceridi potrebbero aumentare il rischio di ictus emorragico – rivela la studiosa”, che peraltro fa notare come studi precedenti abbiano fatto pensare che un rischio simile ci sia anche negli uomini. Il dato importante, tuttavia, è che i pericoli sarebbero comunque estremamente limitati. Infatti la maggior parte dei casi di ictus, più o meno quattro su cinque, sarebbero legati ad un’ischemia e al conseguente brusco calo del “rifornimento” di sangue ed ossigeno al cervello, L’ictus emorragico, invece si manifesta in circa il 15 per cento dei casi ed è legato alla rottura delle pareti di un’arteria che quindi perde sangue, destinato a comprimere il tessuto cerebrale. Tra le cause possono esserci un incremento della pressione, che porta i vasi a rompersi, oppure la rottura di un aneurisma, cioè di una dilatazione patologica della parete arteriosa. Consiglio finale della Rist: “È importante tenere in considerazione e gestire anche altri fattori di rischio per l’ictus emorragico, come l’ipertensione o il fumo di sigaretta”.

 

(Federico Mereta)