L’attacco di crepacuore nasce nel cervello

Uno studio svizzero dimostra per la prima volta che le aree che controllano le emozioni entrerebbero in gioco nella sindrome di Tako-Tsubo, più comune nelle donne, soprattutto dopo la menopausa

L’attacco di crepacuore nasce nel cervello

Si muore per crepacuore. Eccome. Ma nella sindrome di Tako-Tsubo, che può indurre il dolore tipico dell’infarto, colpisce soprattutto le donne e si manifesta in quattro casi su cinque dopo intensi stress emotivi facendo assumere al cuore la forma a “palloncino”, non sarebbe direttamente il cuore ad andare in crisi. Il problema, nascerebbe nel cervello, stando almeno a quanto riporta una ricerca condotta all’Ospedale Universitario di Zurigo pubblicata sull’European Heart Journal. Grazie alla collaborazione tra cardiologi e neuroscienziati si è infatti riusciti ad identificare le aree cerebrali coinvolte nel processo, che sono quelle che regolano la risposta alle emozioni (insomma ai grandi stress) e controllano gli aspetti inconsci dell’attività del corpo, come il respiro e appunto il battito cardiaco. Sia chiaro: al momento si tratta solamente di un’osservazione che non permette di individuare le alterazioni cerebrali come causa diretta del quadro cardiaco. Ma la ricerca, per una volta, conferma come anche questi meccanismi del tutto inconsci possano entrare in gioco nei meccanismi che danno il via al quadro, ini risposta a stimoli emotivi o stressanti. La sindrome di Tako-Tsubo è stata descritta per la prima volta nel 1990.: solo nel 10 per cento dei casi interessa il sesso maschile.

Una ricerca complessa

Gli scienziati svizzeri, coordinati da Christian Templin che lavora nel nosocomio elvetico, hanno preso in esame le risonanze magnetiche di 15 pazienti con sindrome di Tako-Tsubo selezionati all’interno del registro InterTAK e le hanno confrontate con quelle eseguite in 39 soggetti sani. L’attenzione si è concentrate in particolare su quattro aree cerebrali, connesse funzionalmente tra loro ma anatomicamente lontane. “Abbiamo trovato che rispetto alle persone sane i pazienti con sindrome di Tako-Tsubo hanno una comunicazione ridotta tra le regione del cervello associate con i processi emozionali e il sistema nervoso autonomo, che controlla la attività inconsce dell’organismo – è il commento dell’esperto”. E’ la prima volta che si dimostra questa correlazione diretta. Le regioni cerebrali che si mostrano differenti sono l’amigdala, l’ippocampo e il giro del cingolo, che controllano le emozioni, l’apprendimento e la memoria. Inoltre l’amigdala e lo stesso giro del cingolo sono coinvolti in altri processi, in particolare nel controllo del sistema nervoso autonomo che regola la funzione cardiaca. Ancora: il giro del cingolo potrebbe entrare in gioco nei quadri depressivi che spesso fanno da contorno alla sindrome cardiaca.

Cos’è la sindrome di Tako-Tsubo

Definita anche cardiomiopatia da stress, può essere confusa con l’infarto del miocardio perché chi ne è colpito arriva in pronto soccorso con i caratteristici sintomi dell’infarto: dolore acuto al petto, un elettrocardiogramma con le alterazioni tipiche e il rilascio di quegli enzimi associati con la frequente e grave malattia del cuore. Ma appena si effettua una coronarografia per cercare il punto in cui si è creata l’occlusione che impedisce al sangue di arrivare al cuore non si trova nulla. E’ definita anche ‘sindrome da crepacuore’, colpisce soprattutto le donne in un periodo successivo alla menopausa, quando non sono più protette dall'ombrello ormonale estrogenico, e si associa nell’80 per cento dei casi a forti stress emotivi, come dei lutti. Spesso i sintomi rientrano spontaneamente dopo un paio di settimane senza lasciare traccia mentre negli altri casi il danno, che è nel cuore e non nelle arterie coronarie, persiste. Interessa anatomicamente soprattutto la regione apicale del cuore tanto che il cuore assume la caratteristica forma o, come hanno osservato i giapponesi, a forma di cesta per raccogliere i polipi – appunto il Tako-Tsubo.