Fumo, diabete e ipertensione aumentano il rischio infarto più nelle donne che negli uomini

Una grande indagine condotta nel Regno Unito dimostra che nel sesso femminile questi fattori di rischio hanno un peso maggiore. La prova è pubblicata sul British Medical Journal. Il futuro nella prevenzione di precisione

Fumo, diabete e ipertensione aumentano il rischio infarto più nelle donne che negli uomini

Si fa presto a fare il classico elenco dei fattori di rischio: fumo, sovrappeso, pressione alta, diabete, ipercolesterolemia e tutto il resto. Ma il peso di questi “nemici” dell’apparato cardiovascolare non è lo stesso in entrambi i sessi. A ribadire l’importanza della definizione del rischio di genere è una ricerca pubblicata sul British Medical Journal e condotta dal George Institute for Global Health, che arriva ad una conclusione apparentemente semplice nella sua estrema complessità. Il fumo, il diabete e l’ipertensione avrebbero un impatto maggiore, in termini di rischio infarto, nelle donne rispetto agli uomini. Anche avere un indice di massa corporea superiore a 25 aumenterebbe i pericoli nel gentil sesso, tanto da far pensare ad una cera e propria prevenzione di precisione. Addirittura le donne fumatrici avrebbero un rischio più che triplicato di andare incontro ad un infarto rispetto alle coetanee non fumatrici. Lo stesso, sia pure con percentuali diverse, accade anche per l’ipertensione e per il diabete di tipo 1 e 2. Insomma, pur se gli uomini sono a maggior rischio di infarto rispetto alle donne, il rischio nel gentil sesso sarebbe particolarmente elevato in presenza di questi fattori. Lo studio ha preso in esame i dati relativi a quasi 470.000 persone di età compresa tra i 40 e I 69 anni, senza particolare fattori di rischio dimostrati (il 56 per cento erano donne. I soggetti sono stati osservati mediamente per sette anni: in 5081 persone si è osservato un primo infarto. nel 29 per cento dei casi si trattava di donne.  Le informazioni sono state raccolte dalla Biobank del Regno Unito.

Verso la prevenzione personalizzata

In sintesi, l’eccesso di rischio di infarto per le persone, particolarmente interessante per le donne, è stato considerato in chi fumava più di 20 sigarette al giorno rispetto ai non fumatori era praticamente doppio, ma molto più alto tra le donne rispetto agli uomini. Per quanto riguarda l’ipertensione, il rischio relativa è apparso più elevato di oltre l’80 per cento nelle donne rispetto agli uomini. Il diabete di tipo 2, infine, si è correlato con un rischio relativo più alto del 47 per cento nelle donne rispetto agli uomini. Ovviamente dall’analisi emerge anche come i rischi in entrambi i sessi crescano con l’aumentare dell’età e il pericolo per la popolazione femminile rispetto a quella maschile, per quanto riguarda questi fattori di rischio, rimane comunque con il passare del tempo.

Il futuro, insomma, sembra passare attraverso la prevenzione su misura, non solo per età e fattori di rischio, ma anche per il sesso. In pratica si propone quindi quel modello di “progetti” mirati per età e sesso. L’obiettivo di questo approccio è superare quanto emerge dagli studi di popolazione per arrivare ad una prevenzione che tenga conto della risposta del soggetto al tipo di vita che conduce, allo stress e alla depressione, oltre che ad altri fattori, dallo status socioeconomico all’inquinamento. Tutto questo influenza il rischio di ammalarci e incide sulla risposta agli interventi, farmacologici e non. Le malattie cardiovascolari sono in Italia la principale causa di morte e di disabilità: per questo il futuro, anche sulla scorta di questo studio, sarà sempre più “ad personam”: per le donne, comunque, ci vorrà un’attenzione particolare.

 

(FM)