Il fumo è più pericoloso per il cuore della donna rispetto all’uomo

Iniziare da giovani aumenta il rischio di andare incontro alla forma di infarto più grave – il cosiddetto STEMI - di quasi 13 volte. Per l’uomo il pericolo sale in modo meno significativo. Sotto accusa l’azione della sigaretta sugli ormoni femminili

Il fumo è più pericoloso per il cuore della donna rispetto all’uomo

Che il fumo di sigaretta sia un fattore di rischio per il cuore e per le arterie è ampiamente risaputo. Ma ora arriva un dato che punta diritto sul pericolo di sviluppare un infarto nelle donne fumatrici, che sarebbe accresciuto di molto rispetto a quello dei maschi di pari età. A creare una sorta di “rischio di genere” è una ricerca pubblicata su American Journal of Cardiology che non lascia adito a dubbi, considerando anche il trend in salita del fumo di sigaretta nel sesso femminile. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dello Sheffield Teaching Hospitals NHS Foundation Trust insieme all’Università di Sheffiled con un obiettivo davvero nuovo: provare a definite quanto il fumo sia un fattore di rischio per infarto miocardico acuto STEMI nei due sessi, considerando anche le età in cui si è accesa la sigaretta. L’infarto STEMI, a differenza di quello non-STEMI (la definizione si fa sulla base del tracciato elettrocardiografico), viene così definito quando un’arteria coronaria risulta completamente occlusa. A spiegare la definizione concorre la forma del tratto ST dell’elettrocardiogramma. Quando l’ischemia è prodotta dall’occlusione totale della coronaria si registra una particolare situazione, ovvero il sopraslivellamento del tratto ST nelle derivazioni che “controllano” la parete ventricolare che riceve insufficienti quantità di sangue, cui si associa un sottoslivellamento speculare nelle derivazioni che esplorano pareti prospicienti. Gli studiosi inglesi si sono concentrati proprio sulle forme di infarto STEMI per valutare il possibile impatto del fumo come fattore di rischio, valutando i dati di una popolazione della regione dello South Yorkshire che ha presentato un infarto acuto STEMI tra il 2009 e il 2014, prendendo in esame quindi 3343 casi di infarto STEMI. La percentuale dei fumatori è risultata praticamente simile nei maschi (47.6 per cento del totale) e nelle donne (46.8 per cento). Il fumo ha rappresentato ovviamente un fattore di rischio in entrambi i sessi, ma la sua azione “da solo” è risultata particolarmente significativa nelle donne in particolare considerando quelle di età superiore ai 50 anni che sono andate incontro ad attacchi cardiaci.

Attenzione per le giovani fumatrici

Se siete ragazze e vi volete “bene”, dovreste dire addio alla sigaretta guardando le percentuali di aumento del rischio emerse dalla ricerca (e lo stesso dovrebbero comunque fare anche i giovani). Se in termini generali, infatti, il rischio relativo di avere un infarto in chi fuma è risultato più elevato nelle femmine rispetto ai maschi, in particolare con l’avvento della menopausa, il maggior incremento del rischio si è avuto nelle donne che hanno detto di aver fumato tra i 18 e i 49 anni. Addirittura si è arrivati ad un aumento maggiore di oltre 13 volte di andare incontro a infarto STEMI rispetto alle coetanee non fumatrici. Per quanto riguarda i maschi, il rischio di andare incontro a questa forma di infarto particolarmente grave correlato al fumo cresce comunque in modo esponenziale (quasi 9 volte superiore nei giovani fumatori rispetto a chi si astiene dalle sigarette), ma in maniera meno significativa. Se è vero che la salute della persona adulta si costruisce da giovani, insomma, è davvero importante dire no alle sigarette per il benessere del cuore. Quali potrebbero essere i meccanismi che espongono le donne ad un maggior rischio legato al fumo rispetto agli uomini? La ricerca, che ha la pecca di non offrire dati sulla durata del vizio del fumo, sulla quantità di sigarette fumate e sull’abbandono delle sigarette da parte di alcuni partecipanti, prova anche a tracciare i possibili moventi che legherebbero rischio di infarto grave nelle donne e fumo.  L’attenzione è puntata soprattutto sui livelli più bassi degli ormoni estrogeni presenti nelle fumatrici rispetto alle donne che non fumano e – si sa- l’ombrello estrogenico è una sorta di protezione per cuore ed arterie femminili. Inoltre non va dimenticata l’anatomia: in genere gli uomini hanno arterie coronariche di calibro maggiore rispetto agli uomini e quindi l’infiammazione cronica generata dal fumo potrebbe avere un’azione più spiccata sulla parete dei vasi. Infine nella donna è più frequente che compaiano spasmi arteriosi, infiammazione delle arterie e “dissezioni” quindi vere e proprie piccole “rotture” della parete, rispetto ai maschi. Il fumo, in queste condizioni, sarebbe vera e propria “benzina” sul fuoco.

 

(FM)