Il gene “orologio” protegge il cuore della donna?

Curiosa ricerca su animali da esperimento. Se non funziona il gene che regola i ritmi le variazioni pressorie tra giorno e notte si riducono, mettendo a maggior rischio l’uomo

Il gene “orologio” protegge il cuore della donna?

Lavoriamo, mangiamo, dormiamo. Il nostro corpo è continuamente regolato dai ritmi creati sia dall’ambiente che, in particolare, dai geni. Anche per il cuore e i meccanismi di controllo della pressione arteriosa esistono le regole della cronobiologia, che fanno ad esempio sì che nelle prime ore della notte il ritmo cardiaco cali e la pressione arteriosa scenda. E’ in questo ambito che arriva a far luce una ricerca condotta negli Usa, resa nota prima della pubblicazione su American Journal of Physiology-Regulatory, Integrative and Comparative Physiology: un gene che regola il ritmo circadiano dell’organismo, come una sorta di “orologio”, lavorerebbe diversamente nei maschi e nelle femmine, contribuendo a proteggere il cuore nel gentil sesso. Normalmente la pressione arteriosa cala con l’inizio della notte e poi risale la mattina presto, ma ci sono persone in cui queste fenomeno naturale non si verifica regolarmente. Il fenomeno, che si osserva attraverso la rilevazione per 24 ore dei valori pressori, viene definito dipping. La persona in cui la pressione media notturna si riduce tra i 10 e il 20 per cento rispetto alla media del giorno viene detta dipper. Quando invece i valori oscillano sotto il 10 per cento tra giorno e notte si parla di soggetti non-dipper.  Proprio queste persone risulterebbero maggiormente esposte a problema di salute cardiovascolare. A mantenere regolato l’intero meccanismo ci sono quattro specifiche proteine la cui produzione è definita da veri e propri geni “orologio”: questi sono responsabili delle fluttuazioni della pressione nelle diverse ore del giorno e della notte.

Uomini e donne rispondono in modo diverso

La ricerca americana, che in qualche modo arriva a chiarire l’influsso della costituzione genetica sul tema, si è concentrata su un particolare gene, chiamato PER1. Studi precedenti hanno già dimostrato che quando i topi maschi sono privati di questo gene, pur essendo normalmente “dipper” e quindi con cali accettabili della pressione arteriosa notturna, diventano invece “non dippers” e quindi sono a maggior rischio di patologie cardiache e renali. Lo studio ha preso in esame la risposta della pressione arteriosa nelle 24 ore in animali di sesso femminile che non avevano nel loro corredo genetico il gene PER1, confrontando le risposte con una popolazione di topoline sane. Per evitare variabili sui livelli pressori sono stati considerati due regimi dietetici, rispettivamente ad elevato e ridotto tenore di sodio. Tutte le topoline, a prescindere dalla differenza genetica, avevano mantenuto il naturale calo pressorio notturno. Grazie allo studio, quindi, si ipotizza una volta di più che animali di sesso maschile e femminile hanno una risposta circadiana diversa in termini di valori pressori, legata alle specifiche caratteristiche genetiche. E forse anche questo elemento, ovviamente insieme alle caratteristiche ormonali della donna in età fertile, potrebbe contribuire a spiegare la differente incidenza di attacchi cardiaci nella popolazione maschile e femminile prima della menopausa. Le donne, infatti, potrebbero essere a minor rischio di non avere le normali variazioni pressorie tra giorno e notte rispetto ai maschi, anche in età giovanile.