Infarto ed ictus, come proteggere le donne

Si celebra oggi in tutto il mondo “Go RED for Women”, una giornata per sensibilizzare sulle malattie del cuore al femminile. Attenzione puntata su prevenzione e nuove cure per infarto ed ictus

Infarto ed ictus, come proteggere le donne

Le cifre non lasciando dubbi. Il cuore e le arterie delle donne vanno protette. Ogni anno, in Italia, 124.000 donne vengono colpite da un infarto o da un problema cardiovascolare, 70.000 subiscono un ictus, mentre l’arresto cardiaco improvviso affligge complessivamente fra 50.000 e 60.000 persone, con un tasso di mortalità di sette volte superiore a quello degli incidenti stradali. Se, poi, guardiamo all’Europa, l’arresto cardiaco improvviso colpisce 350.000 persone l’anno, in gran parte donne. Per questo occorre pensare a programmi mirati di prevenzione e a percorsi di cura specifici per il sesso femminile.

A ricordarlo arriva “Go RED for Women”, la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sulle malattie cardiache delle donne che, quest’anno, si celebra oggi, primo febbraio. L’iniziativa è promossa dall’American Heart Association e invita le donne di tutto il mondo ad indossare, simbolicamente, qualcosa di rosso, una sorta di “omaggio” femminile al cuore, ma anche una esplicita sfida alle patologie cardiache che colpiscono questa parte della popolazione. La parola d’ordine è, come sempre, prevenzione, ma ugualmente importante è sapere che la scienza medica ha fatto passi da gigante e che oggi per fronteggiare un cuore malato sono disponibili soluzioni terapeutiche di comprovata efficacia.

Un cuore da preservare

Il cuore delle donne non si protegge da solo, tutt’altro. O meglio: “Durante il periodo fertile della loro vita le donne sono davvero a minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto all’uomo, ma questa protezione scompare dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili estrogeni vengono meno» - dichiara Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino, IRCCS di Milano. «Osserviamo così che le donne sviluppano malattie cardiovascolari con circa dieci anni di ritardo rispetto agli uomini, ma quando ciò accade, si verifica in maniera più grave. Lo evidenziano i numeri: il 38% delle donne che ha avuto un infarto perde la vita entro un anno, rispetto al 25% degli uomini». Perché questa disparità? «Abituate a sopportare il dolore, e più propense a prestare attenzione agli altri - mariti, figli, familiari - piuttosto che a loro stesse, le donne troppo spesso non prestano importanza alle prime avvisaglie di un problema cardiovascolare e si presentano dal cardiologo tardi, quando la malattia è già avanzata e quindi più difficile da trattare» -spiega Elena Tremoli-. «All’origine del problema c’è anche una mancanza di consapevolezza da parte delle donne del loro rischio. Sette donne su dieci ritengono che l’infarto sia un problema per lo più maschile, trascurando così prevenzione e diagnosi precoce, gli strumenti più potenti a loro disposizione per proteggere la propria salute. Per questo motivo tutte le iniziative che, come Go RED for Women, si impegnano per una nuova cultura della prevenzione cardiologica al femminile, sono preziose - conclude la professoressa-. La stessa coscienza, tuttavia, deve essere estesa anche al mondo sanitario che ruota intorno al mondo femminile, perché intervenga attivamente nella prevenzione quando la donna è sana, e inquadri correttamente la malattia se diventa paziente».

 

(FM)