Infarto e angina, ecco perché il dolore nella donna è più intenso

Uno studio internazionale rivela che l’intensità del dolore e le lesioni delle arterie coronariche tendono ad essere diverse nei due sessi

Infarto e angina, ecco perché il dolore nella donna è più intenso

Quando si sente parlare d’infarto o si guardano immagini e disegni che riproducono quanto accade, la rappresentazione più classica è quella della mano che viene portata al petto per indicare come il dolore nelle forme classiche dell’attacco cardiaco sia forte, non si modifichi con la respirazione e si concentri proprio in mezzo al torace. Più difficile è immaginare cosa succede nella circolazione e come si possono ostruire una o più arterie coronariche, quelle che hanno il compito di portare costantemente sangue ed ossigeno al cuore. Ma soprattutto, diventa difficile capire cosa differenzia questi due elementi nei due sessi, ovviamente quando l’infarto non si “nasconde” e magari si rivela con altri disturbi meno significativi. Una risposta in questo senso viene dai risultati dello studio ISCHEMIA, presentato al congresso annuale dell’American College of Cardiology e coordinato da Harmony Reynolds, del Langone Center presso l’Università di New York. Dall’indagine, che ha preso in esame oltre 5000 persone di entrambi i sessi sottoposte prima ad angiografia delle arterie coronariche e poi a trattamento di “riapertura” dei vasi (rivascolarizzazione) insieme a terapia medica o solo a quest’ultima, emerge chiaramente che uomini e donne “pari non sono” sul fronte dei sintomi. In genere, sempre nei casi in cui il dolore classico si manifesta, le donne tendono ad avere un dolore più intenso rispetto agli uomini. Ciò che più colpisce, confrontando appunto l’intensità del dolore, è che questo nelle donne sarebbe più intenso, a fronte di lesioni delle arterie meno significative e, generalmente, ad una minor carenza di ossigeno.

Come si spiega questa differenza?

La donna, teoricamente, potrebbe quindi avere un dolore più intenso e le arterie più “pulite” da eventuali trombi che le ostruiscono. Apparentemente si tratta di un’incongruenza, ma la ricerca americana ha provato a far luce su questo fenomeno. La chiave della discrepanza tra lesioni anatomiche e sintomo sarebbe da collegare, stando sempre a quanto riportano gli studiosi, alle ripercussioni sul sistema nervoso di un attacco cardiaco e alla maggior “sensibilità”, ovviamente involontaria, del tessuto cardiaco femminile. In questo senso si potrebbe anche ipotizzare (siamo ancora nel campo delle teorie) che le “vie” nervose che correlano il miocardio al cervello possano essere diverse nei due sessi, o ancora differenze tutte da provare nel sistema elettrico che conduce i segnali all’interno del cuore. O ancora, passando direttamente all’aspetto circolatorio, potrebbero esistere danni alla microcircolazione del sangue attraverso i piccoli vasi che irrorano il cuore più significativi nella donna rispetto all’uomo. Dallo studio emerge comunque che le donne, in termini generali, tenderebbero ad avere in media un’ischemia meno intensa. Tuttavia il dolore, che si è correlato nelle donne anche ad una maggior presenza di angina, è apparso sempre più significativo nel gentil sesso. E su questo occorre anche ricercare per svelare i segreti di un fenomeno tutto da definire.

(FM)