Ipertensione gestazionale, occhio al rischio futuro per il cuore

Per le donne che sviluppano pressione alta in gravidanza, aumenta il rischio di infarto e ictus più avanti negli anni, tra i 40 e i 70. Occorrono controlli e monitoraggi mirati in prevenzione

Ipertensione gestazionale, occhio al rischio futuro per il cuore

Gli esperti la chiamano ipertensione gestazionale. E’ quell’incremento dei valori pressori che si manifesta nel periodo della gravidanza e che può creare problemi sia nella dolce attesa (basti pensare alla preeclampsia) sia dopo la nascita del bimbo. Fino a qualche tempo fa, peraltro, si pensava che le alterazioni pressorie fossero destinate a mantenersi nella gestante, mentre ora una ricerca dice che addirittura questo elemento potrebbe rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare anche a distanza di anni. E per questo, la salute di cuore ed arterie della donna dovrebbe essere monitorata attentamente negli anni successivi alla nascita del bebè. Il motivo? C’è il rischio che anche a distanza di diversi anni sia maggior in questa popolazione il pericolo di andare incontro a infarto o ictus. A segnalare questa situazione è uno studio condotto in Norvegia e pubblicato su Jama Cardiology. La ricerca ha preso in considerazione poco meno di 24.000 donne che avevano avuto uno o due figli in età inferiore ai 40 anni: in circa il 10 per cento dei casi in questa popolazione era comparso un quadro di ipertensione gestazionale nel corso della gravidanza. Va detto che tra queste donne poco meno di 730 avevano avuto ipertensione solamente durante la dolce attesa, mentre nelle altre l’innalzamento dei valori pressori si è protratto oltre la gravidanza.  E va anche segnalato che lo studio ha considerato esclusivamente i valori pressori per definire i rischi futuri, non considerando nei decenni altre alterazioni che implicano rischio per il cuore, come obesità o dismetabolismi.

Controllare la pressione nel tempo

I ricercatori nordici hanno confrontato le informazioni relative alle donne che avevano avuto la pressione alta in gravidanza con quelle della popolazione di controllo. In pratica nelle prime è risultata più alta del 64 per cento la possibilità di andare incontro a infarto tra i 40 e i 70 anni: poi sono stati valutati i rischi relativi allo scompenso (probabilità aumentate del 47 per cento in chi ha avuto ipertensione gravidica) e di ictus (più 40 per cento). Il tutto, ovviamente, confrontando i dati con quelli relativi alle mamme che avevano condotto una gravidanza senza “sbalzi” pressori pericolosi. Va detto comunque, in conclusione, che dopo i 70 anni non sono stati osservati rischi specifici per chi aveva sofferto di ipertensione gestazionale e chi invece non aveva avuto problemi. Controllare la pressione anche in età riproduttiva, quindi, è di grande importanza. E non solo quando si è incinte. In età fertile gli ormoni estrogeni “vasodilatano”, cioè mantengono ampio il diametro delle arterie. Inoltre mantengono sotto controllo la quantità di liquido che circola nel sangue. Questi due meccanismi, che controllano i vasi ed anche il loro “contenuto”, cioè due degli elementi che determinano la pressione arteriosa, sono fondamentali: ma sfumano con la menopausa. Ed aumenta nel tempo il rischio di ipertensione.

 

di Federico Mereta