Le “vampate” della menopausa aumentano il rischio per il cuore

Quanto più la fine della vita fertile crea problemi fisici, tanto maggiori sarebbero i rischi di malattie cardiovascolari. Lo ipotizza una ricerca americana.

Le “vampate” della menopausa aumentano il rischio per il cuore

Esiste un rapporto tra l’impatto della menopausa sul fisico e sulla psiche e il possibile sviluppo futuro di malattie cardiache, la principale causa di morte nella popolazione femminile? A questa domanda risponde una ricerca apparsa sulla rivista Menopause, che ha preso in esame la correlazione tra umore, sintomi e qualità della vita per valutare l’invecchiamento del sistema vascolare, il principale elemento di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. La ricerca ha considerato 138 donne in menopausa, partendo dal presupposto che questa fase di transizione è caratterizzata da una serie di effetti sul benessere, dalle vampate con gli arrossamenti improvvisi fino alla depressione, che possono correlarsi con il progressivo indurimento delle arterie e con l’alterata funzione dell’endotelio, il tessuto che riveste internamente i vasi sanguigni. L’indagine conferma appieno questa teoria. Quanto più i sintomi fisici sono significativi e “pesanti” in termini di qualità di vita, tanto maggiore è l’impatto sull’elasticità delle arterie e sulla loro funzionalità. Attenzione però: non esisterebbe un nesso diretto con la depressione, mentre esisterebbe una possibile correlazione in termini di rischio tra la frequenza delle vampate e la futura salute del cuore. Secondo JoAnn Pinkerton, Direttore esecutivo della North American Menopause Society, appare necessario controllare con maggior attenzione la salute cardiovascolare della donna in questo periodo. “Con la fluttuazione e il successivo declino degli estrogeni nella menopausa è importante monitorare l’umore, la pressione arteriosa, il tasso dei lipidi e della glicemia del sangue, oltre alla composizione corporea per il rischio di aumento del grasso addominale – spiega l’esperta”.

“La menopausa rappresenta per la donna una fase di cambiamento fisico e a volte anche psicologico - dichiara Daniela Trabattoni, responsabile di Monzino Women, centro dedicato alla salute cardiovascolare della donna del Centro Cardiologico Monzino. A volte in questa fase della vita si manifestano patologie prima non note, tuttavia molto spesso si tratta di problematiche già presenti nel periodo precedente ma rimaste latenti. Pertanto una prevenzione precoce può davvero fare la differenza, soprattutto per le donne con un maggiore rischio cardiovascolare per storia familiare o individuale, ad esempio chi soffre di ipertensione o di endocrinopatie, o ha avuto aborti spontanei o diabete gestazionale. Una sinergia multidisciplinare tra cardiologo e ginecologo consentirebbe una migliore gestione dei sintomi correlati alla menopausa e un migliore controllo delle eventuali patologie cardiovascolari che potrebbero insorgere”.

Per definire bene la menopausa, in ogni caso, occorre precisare le fasi che contraddistinguono questo periodo della vita femminile. La peri-menopausa indica i primi segni dell’approssimarsi della menopausa, che si manifestano spesso anni prima dell’ultima mestruazione, può durare sei o più anni e termina un anno dopo l’ultima mestruazione. La pre-menopausa è la fase finale della peri-menopausa e copre i due anni che precedono il termine definitivo delle mestruazioni. In questa fase i livelli di estrogeni calano in modo progressivo fino ad arrivare all’assenza di ovulazione. La post-menopausa infine è il periodo che inizia a partire dall’ultima mestruazione, con ulteriore calo di estrogeni. (F.M.)