Il testosterone aumenta il rischio cuore nella donna dopo la menopausa

I rischi sono maggiori se si lega ad un basso tasso di estradiolo, un ormone estrogeno. Lo rileva una ricerca apparsa sul Journal of American College of Cardiology

Il testosterone aumenta il rischio cuore nella donna dopo la menopausa

Se sale il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, e scende l’estradiolo (un estrogeno) sono guai per il cuore della donna che ha varcato la soglia della menopausa. Se invece l’estradiolo rimane elevato, i pericoli sarebbero minori. Insomma, la scienza svela la “sostanza” dell’ombrello ormonale che protegge la donna durante la vita fertile, affievolendo la sua azione col tempo al punto che in età avanzata gli infarti diventano una minaccia per il gentil sesso.  In pratica, tutto sarebbe legato al fatto che a fronte di una regolare produzione di testosterone, le ovaie riducono di molto, col tempo, la loro capacità di produrre gli estrogeni, con evidenti conseguenze per il cuore. A dire che il rapporto troppo alto tra i due valori ormonali, ovviamente per colpa del “numeratore”, ovvero il testosterone,  sarebbe infatti associato ad un maggior rischio di andare incontro ad un infarto o a un ictus, oltre che di sviluppare nel tempo lo scompenso cardiaco è una ricerca americana apparsa su Journal of American College of Cardiology. L’indagine, coordinata da Erin Michos, della Johns Hopkins University di Baltimora, ha preso in esame quasi tremila donne che avevano oltrepassato la menopausa nell’ambito dello studio MESA (Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis). Il maggior rischio di attacchi cardiaci o cerebrali e scompenso è stato monitorato mediamente per circa dodici anni.

Il “peso” degli ormoni

Le donne inserite nella ricerca sono state innanzitutto controllate, grazie ad un semplice prelievo di sangue, sul piano ormonale. Sono stati studiati in particolare il testosterone e l’estradiolo, oltre ad altri ormoni sessuali, proprio per valutare la loro importanza e quanto significativo potesse essere il rapporto tra l’ormone maschile e quello femminile. A quel punto gli esperti americani hanno monitorato nel tempo la comparsa di infarti, ictus e scompenso cardiaco, previa valutazione ed eliminazione del peso di specifici fattori di rischio come l’obesità addominale, il diabete, l’infiammazione, l’eventuale ipertensione ed il trattamento ad essa correlato.  Risultato: il rischio di eventi cardiovascolari è risultato maggiore sia quando si considerava il solo testosterone totale, come se l’ormone maschile in qualche modo “spostasse” la donna su condizioni di rischio più simili a quelle maschili, sia se si prendeva in esame il rapporto tra testosterone ed estradiolo. Quanto più bassa risultava, tanto più calava il rischio. D’altro canto, la presenza di alti valori di estradiolo da soli sono apparsi associati ad un rischio minore per il cuore delle donne seguite. Secondo Michos, il testosterone potrebbe quasi essere considerato un composto “tossico” per il cuore ed il parametro più significativo per definire il rischio sarebbe proprio il rapporto tra questo ormone e l’estradiolo, anche per quanto riguarda la comparsa di un eventuale scompenso cardiaco.

(FM)