I mille giorni di inizio vita preservano il cuore dell’adulto

La prevenzione inizia già dalla gravidanza, con sane abitudini. Poi, dopo la nascita e nei primi anni di vita fondamentali movimento e alimentazione sana. Ma pochi bambini lo fanno. Le regole degli specialisti per proteggere cuore e arterie

​I mille giorni di inizio vita preservano il cuore dell’adulto

Mille giorni. Bisogna iniziare dal concepimento per giungere più o meno verso i due anni di età. E’ in quella fase che si semina il benessere cardiovascolare, e non solo, dell’intera vita di una persona. Il monito è degli esperti della Società Italiana di Cardiologia (SIC), riuniti a Roma. La vera prevenzione inizia però ancora prima di nascere: uno stile di vita inadeguato della futura mamma si ripercuote sulla salute cardiovascolare futura del figlio ed è quindi importante che le gestanti seguano una dieta adeguata, facciano movimento, non fumino né bevano alcol. Inoltre, è fondamentale sottoporsi a opportuni controlli per ridurre il rischio di un parto anticipato: i bimbi prematuri o con un basso peso alla nascita hanno un maggior rischio di malattie cardiovascolari da adulti. L’esercizio fisico è il metodo migliore per proteggere il cuore fin da bambini, aderendo alle raccomandazioni delle recenti linee guida statunitensi sull’attività fisica secondo cui la “dose” di movimento è di almeno 3 ore al giorno fra 3 e 5 anni e di almeno 60 minuti quotidiani dai 6 ai 17 anni. Purtroppo, stando alle stime appena il 3 per cento dei bambini e ragazzini raggiunge l’obiettivo, con possibili ripercussioni negative nel lungo termine. Stando alle ricerche, infatti, da bambini e ancor di più di adulti ci si dimentica del ruolo protettivo dell’attività fisica. Secondo Giuseppe Mercuro, Presidente SIC e professore ordinario di cardiologia all’Università di Cagliari  “il 9 per cento delle morti premature è attribuibile all’inattività fisica, un “peso” simile a quello del fumo L’esercizio fisico ha un effetto fortemente benefico sul cuore e sulla salute in generale, praticato in modo regolare riduce fino al 30 per cento la mortalità; tuttavia l’Italia è un Paese di pigri e anche i giovanissimi non si discostano dalla media, anzi. Gli studi  indicano che solo il 30 per cento dei bambini e adolescenti raggiunge nell’arco della settimana una media di 60 minuti di attività fisica giornaliera, grazie ai giorni in cui si pratica sport per più di un’ora consecutiva; tuttavia, se si va a vedere quanti fanno almeno 60 minuti di esercizio moderato ogni giorno, la percentuale crolla al 3 per cento” I bambini con meno di 6 anni – continua Mercuro – sono in una fase di rapido sviluppo e 3 ore di movimento al giorno, di qualsiasi intensità, possono migliorare la crescita e contribuire all’apprendimento di importanti capacità motorie. 

Attenzione nella dolce attesa

“In gravidanza è essenziale mantenere uno stile di vita sano, fatto di dieta adeguata, esercizio fisico, astensione da fumo e alcol: le cattive abitudini materne possono portare a modifiche nell’espressione dei geni del figlio che si associano a un aumentato rischio cardiovascolare successivo – precisa Ciro Indolfi, Presidente Eletto SIC, professore ordinario di Cardiologia all’Università Magna Graecia di Catanzaro. Non è mai troppo presto per pensare alla salute del cuore dei propri figli e un modo per farlo è senz’altro scongiurare una nascita prematura: i bimbi nati prima della 37esima settimana e con un basso peso alla nascita hanno un maggior rischio di sviluppare successivamente patologie di vario genere, fra cui le malattie cardiovascolari. Vanno perciò evitate le condizioni materne che favoriscono la prematurità o il basso peso, come una dieta materna insufficiente o un basso peso della mamma, le disfunzioni della placenta, il fumo, la dipendenza da sostanze o farmaci: già oggi gli adolescenti nati prematuri o di basso peso sono il 5-10 per cento della popolazione e la percentuale è destinata a salire grazie agli avanzamenti clinici e tecnologici che consentono di far sopravvivere neonati sempre più piccoli. L’impatto di tutto ciò sulla prevalenza delle malattie cardiovascolari sarà visibile appieno in futuro, ma consapevoli dei rischi dobbiamo fin d’ora considerare la prematurità come un fattore di rischio cardiovascolare, proteggere mamma e feto e occuparci di più dei nati pretermine, annotando i dati di nascita nelle schede cliniche e seguendo i prematuri con controlli cardiologici specifici anche in adolescenza e quando saranno giovani adulti”.

(Federico Mereta)