Il bagno caldo aiuta il metabolismo e protegge il cuore

Questa abitudine, nel tempo, contribuisce a ridurre l’infiammazione e a controllare la glicemia. Per chi in sovrappeso è a rischio cardiaco e soffre di diabete, la vasca favorisce il benessere

Il bagno caldo aiuta il metabolismo e protegge il cuore

C’è grande attenzione da parte degli esperti sulle attività che la sauna, i bagni turchi ed anche il semplice bagno caldo possono avere sulla circolazione. Ed è su questa linea che ora si inserisce un nuovo studio, che documenta scientificamente un semplice consiglio per chi soffre di diabete ed è a rischio cardiovascolare: abituatevi al bagno caldo, trattamento a basso costo e praticamente scevro da effetti indesiderati. Gli effetti sarebbero particolarmente significativi nei soggetti in sovrappeso e sedentari. A lanciare questo monito è una ricerca apparsa su Journal of Applied Physiology, coordinate da Christof Andreas Leicht del Peter Harrison Centre for Disability Sport presso l’Università Loughborough, nel Regno Unito. La ricerca prova a spiegare un fatto già osservato, ovvero che l’immersione nell’acqua può essere d’aiuto a migliorare la resistenza all’insulina tipica di chi soffre di diabete di tipo 2. Stando alla ricerca inglese, in pratica, il bagno caldo sarebbe la risposta ottimale per far fronte all’infiammazione, che ha come effetti proprio un aumento della resistenza all’insulina. Grazie al riposo nella vasca, quindi, si potrebbe fronteggiare all’origine il meccanismo che può portare al diabete ed al rischio cardiovascolare.

Cosa dice la ricerca

Lo studio ha preso in esame dieci persone in sovrappeso. Ogni partecipanti è rimasto per un’ora in una vasca con l’acqua alla temperatura di 39 gradi. Sono stati prelevati campioni di sangue sia subito prima dell’immersione sia subito dopo il bagno e ancora due ore dopo. Nel frattempo la pressione arteriosa è stata monitorata ogni quarto d’ora per tutto il periodo di osservazione. Il “trattamento” con il bagno caldo è stato ripetuto almeno dieci volte in due settimane in tutte le persone che hanno partecipato allo studio. Ogni “entrata” nella vasca ha portato ad un incremento dei valori di classici marcatori dell’infiammazione, le interleuchine, oltre che nella produzione di ossido nitrico. Grazie all’azione di questo composto chimico, si possono verificare diversi effetti positivi: i vasi sanguigni si rilassano, la pressione cala, migliora la captazione del glucosio da parte dei tessuti periferici. Ed anche sul fronte dell’infiammazione quanto accade controbilancia l’aumento dell’interleuchina. Anche per questo dopo due settimane dell’originale trattamento si è visto un calo sia della glicemia che dell’infiammazione, perché, come del resto accade quando si fa attività fisica, col tempo l’aumento dell’infiammazione viene compensato da un calo maggiore. Il tutto, ovviamente, senza che i partecipanti alla ricerca abbiano mostrato particolari insofferenza o fastidi al trattamento. Un buon bagno caldo, infatti, non crea proprio problemi!