Come nasce un’emorragia cerebrale?

Tenere sotto controllo la pressione è fondamentale. Ma a volte entrano in gioco alterazioni della parete e della struttura dei vasi che facilitano l’insorgenza del quadro.

Come nasce un’emorragia cerebrale?

A cosa è dovuta l’emorragia cerebrale?

Soprattutto negli anziani - ma non solo - il problema può comparire in seguito a un picco ipertensivo, cioè un aumento spiccato della pressione arteriosa. Nelle persone più giovani invece la causa va spesso ricercata nella rottura di malformazioni dei vasi che irrorano il cervello. Le più frequenti sono gli aneurismi, ma si riscontrano anche i cosiddetti angiomi arterovenosi (grovigli di piccole vene e arterie) e i cavernomi. Questi sono “gruppi” di capillari che si formano nelle vita fetale e permangono nell’encefalo dopo la nascita. Con lo sviluppo del corpo possono aumentare di volume e determinare emorragie.

Come nasce un’emorragia cerebrale?

Esiste una prevenzione per queste lesioni?

Ovviamente il controllo della pressione arteriosa e degli altri fattori di rischio cardiovascolare è fondamentale. Ma per il resto non si può sapere che esiste un aneurisma intracerebrale o un’altra malformazione fino a quando non si rompono, anche perché non danno quasi mai sintomi. Solo gli angiomi arterovenosi possono, seppur raramente, dare origine a crisi epilettiche e quindi possono essere scoperti nel corso degli esami diagnostici per questo motivo. A volte capita però di individuare per caso un aneurisma, magari in una persona che entra in ospedale per altri motivi, e quindi rimuoverlo chirurgicamente, quando possibile, oppure tenerlo sotto controllo.

Come si cura l’emorragia cerebrale?

La gravità del quadro che si crea è legata fondamentalmente a due elementi: la zona in cui si verifica e le dimensioni. In molti casi si può intervenire chirurgicamente. Ad esempio, in caso di aneurisma, anche quando si forma un ematoma all’interno del cervello si può trattare l’ematoma e richiudere l’aneurisma, con tecniche diverse. Ci sono altre situazioni in cui un’emorragia si può controllare nel tempo, pur essendo molto vasta, perché interessa specifiche aree del cervello come il lobo centrale. Se invece vengono colpite aree vitali come il tronco encefalico o i nuclei della base anche un’emorragia limitata può essere fatale.