Il cuore in salute aiuta a prevenire l’Alzheimer

Originale studio sui gemelli dimostra la correlazione tra la protezione cardiaca dai fattori di rischio e i minori pericoli di decadimento cognitivo

Il cuore in salute aiuta a prevenire l’Alzheimer

Che il controllo di pressione, colesterolo, glicemia e peso corporeo, insieme all’addio al fumo e alla regolare attività fisica aiutino a mantenere il cuore in salute, e con esso anche il cervello, è risaputo. Ma ora, una ricerca davvero “unica” per la popolazione presa in esame, quella dei gemelli, dice che le buone abitudini influiscono pesantemente, in senso positivo, anche sul rischio di sviluppare la neurodegenerazione. Lo studio, condotto all’Università Emory, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease e dimostra che l’attenzione al rischio cardiovascolare rappresenta una salvaguardia importante per il sistema nervoso, togliendo di mezzo l’alibi della predisposizione genetica come meccanismo responsabile dei problemi. “Il nostro studio che ha preso in esame un campione completo di gemelli conferma che una miglior salute cardiovascolare risulta associata a una miglior salute cognitiva sotto diversi aspetti – fa sapere Viola Vaccarino, autore anziano della ricerca”. I dati sono stati raccolti infatti valutando il registro di popolazione del Vietnam Era Twin, che ha compreso un’ampia popolazione di gemelli proprio per valutare l’impatto del DNA sulla genesi dei problemi, considerando ovviamente anche le abitudini e gli stili di vita. Studi di questo tipo sono fondamentali per mettere gli scienziati in grado di valutare il ruolo di geni e ambiente nello sviluppo dei problemi di salute. Ovviamente sono stati presi in considerazione tanto gemelli omozigoti, cioè con il 100 per 100 del patrimonio genetico in comune, quanto gemelli eterozigoti, che condividono tra loro mediamente la metà del DNA.

L’importanza di puntare sullo stile di vita

Prima di tutto, gli esperti americani hanno fatto un’analisi preliminare delle coppie per determinare quanto la relazione tra benessere cardiovascolare e funzione cognitiva sia diversa tra gemelli omo ed eterozigoti. Poi ovviamente sono stati considerati i fattori sociali che possono influire sulle condizione di salute, dal livello economico alla cultura. Da queste successive analisi è emerso quanto sia importante considerare con grande attenzione le abitudini di vita per determinare non solo la salute cardiovascolare, ma anche l’attività cognitiva del soggetto. Non bisogna quindi trincerarsi dietro alla solita “scusa” della genetica come elemento chiave per lo sviluppo di patologie. Occorre prestare attenzione ai fattori di rischio cardiovascolare e così facendo si protegge anche il sistema nervoso. Tanto che proprio questi aspetti preventivi, a detta dei ricercatori, potrebbero in futuro consentire di attenuare l’impatto dei casi di demenza.

 

(FM)