Le saune frequenti potrebbero ridurre il rischio di ictus

Lo fa pensare una ricerca pubblicata su Neurology. Ma si tratta solo di un’associazione e non si individua un preciso rapporto causa-effetto

Le saune frequenti potrebbero ridurre il rischio di ictus

Per noi la sauna è solo un’abitudine di poche persone e per giunta occasionale. Ma in Finlandia, praticamente non esiste un’abitazione in cui non sia presente, così come è diffusissima l’abitudine di entrare nella sala dedicata. Non stupisce quindi che proprio sulla popolazione finlandese sia stata condotta una ricerca che indica come un elevato numero di saune settimanali sarebbe associato ad un minor rischio di andare incontro ad ictus cerebrale. Lo studio, coordinato da Setor K. Kunutsor dell’Università di Bristol, è stata pubblicato su Neurology, la rivista dell’Accademia Americana di Neurologia. L’indagine ha preso in esame quasi 1630 persone di età media di 63 anni che non avevano mai avuto ictus, seguendole mediamente per quindici anni e considerando non solo le abitudini di vita (alimentazione, attività fisica etc.) ma anche i fattori di rischio cerebrovascolare come l’eventuale ipertensione e il colesterolo elevato. Nel corso del monitoraggio si sono verificati 155 casi di ictus, con un tasso percentuale direttamente correlato al numero di saune settimanali. L’incidenza dell’attacco cerebrale era infatti di 8,1 persone su mille in chi faceva solamente una sauna alla settimana, per scendere a 7,4 quando il numero delle saune settimanali era di due o tre e addirittura a 2,8 per chi si dedicava alla pratica da quattro a sette volte la settimana. In quest’ultima popolazione il rischio di andare incontro ad un ictus arriverebbe a scendere del 60 per cento rispetto a chi si dedicava alla sauna solo una volta a settimana.

Difficile spiegare i meccanismi

Detto che il “valore” preventivo della sauna sarebbe sganciato completamente da altri fattori di rischio come l’ipertensione o l’aumento del colesterolo o dalle abitudini di vita, gli stessi autori dello studio segnalano come la ricerca presenti alcuni punti da indagare ulteriormente. Innanzitutto non sono stati presi in esame soggetti che non facevano alcuna sauna come popolazione di controllo, poi i dati segnalano semplicemente un’associazione e non una precisa correlazione “causa-effetto”. Lo stesso Kunutsor rileva come “studi precedenti abbiano fatto riscontrare che la sauna poteva essere associata ad un rischio ridotto di ipertensione, demenza e morte per malattie cardiovascolari, ma questo è il primo studio sull’uso della sauna e il rischio di ictus. La sauna potrebbe avere un effetto ipotensivo, che potrebbe essere alla base dell’effetto benefico sul rischio di ictus”. In ogni caso la scienza dice che la sauna non è indicata per tutti. Ad esempio chi ha appena avuto un infarto o chi soffre di angina instabile dovrebbe evitare questo trattamento, così come gli anziani, con la pressione bassa. Ma forse dovremmo riflettere anche sull’utilità che può avere per cuore e vasi sanguigni. D’altro canto, a confermare i risultati dello studio, esistono già diverse evidenze scientifiche. Ad esempio si sa che gli uomini che fanno la sauna due o tre volte la settimana avrebbero infatti un minor rischio di mortalità, in particolare per malattie cardiovascolari, rispetto a chi si “rilassa” in questo modo solo una volta a settimana. A ricordarlo è uno studio pubblicato qualche tempo fa su Jama Internal Medicine che ha preso in esame più di 2300 persone di età compresa tra i 42 e i 60 anni seguite mediamente per 21 anni. Il rischio di morte per malattie cardiovascolari e per altre cause è risultato sempre minore, in corrispondenza del numero di saune settimanali. D’altro canto si sa che l’esposizione alle alte temperature della sauna aiuta a mantenere bassa la pressione e a migliorare la circolazione. Attenzione però se avete la pressione bassa: in questi casi, gli effetti immediati potrebbero essere poco salutari.