Milano capitale della prevenzione cardiologica di precisione

Una settimana, dal 22 al 29 settembre, per capire come proteggere il cuore. Questo l’obiettivo della “ Milano Heart Week”, ideata e promossa dall’IRCCS Centro Cardiologico Monzino - con il patrocinio del Comune di Milano, la Regione Lombardia, l’Università di Milano e la World Heart Federation

Milano capitale della prevenzione cardiologica di precisione

Informare e sensibilizzare la popolazione circa le nuove possibilità di prevenzione delle malattie del cuore, ancora la prima causa di malattia, disabilità e decessi precoci in tutto il mondo occidentale. L’impegno è sicuramente gravoso, ma è fondamentale che le persone comprendano che la prevenzione va attagliata su misura ad ognuno, in base all’età, allo stile di vita, ai fattori di rischio. Solo così si possono ottenere i risultati che tutti si attendono, con un calo dell’impatto delle malattie cardiovascolari in Italia. Milano raccoglie la sfida con la Milano Heart Week: l’iniziativa è stata presentata oggi presso la Sala Stampa di Palazzo Marino da Carlo Buora, Elena Tremoli e Stefano Genovese, rispettivamente Presidente, Direttore Scientifico, e Responsabile Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche del Monzino,  insieme  a Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano,  Angelica Vasile, Presidente Commissione Politiche Sociali, Salute e Volontariato, del Comune di Milano,  e Maria Novella Luciani, della Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità del Ministero della Salute. Il programma della Milano Heart Week è interamente orientato al coinvolgimento della popolazione. Si parte con una serie di eventi aperti al pubblico e mediatici realizzati con i partner della Settimana: Accademia Teatro alla Scala, Guess Foundation, Rinascente, Technogym, per continuare il 28 con l’incontro “Il cervello e il cuore si parlano?” organizzato nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori presso il Museo della Scienza e della Tecnologia,  e concludersi il 29 a Palazzo Clerici con un momento di informazione e riflessione su “ Il  cuore delle donne”. Per saperne di più www.milanoheartweek.it.              

Cosa propone la prevenzione di precisione?

“In tutto il mondo si sta affermando un’idea nuova di prevenzione cardiovascolare, che noi al Monzino abbiamo definito “di precisione” – commenta Elena Tremoli. Intendiamo con questo termine l’adozione di esami diagnostici e terapie preventive mirate alla singola persona, sulla base dell’elaborazione delle sue caratteristiche specifiche: l’ambiente familiare e sociale, lo stile di vita, il lavoro e la condizione economica, lo status psicologico e clinico, oltre che i dati genetici e biologici.  In sintesi: a ciascuno la sua prevenzione”. Sul piano pratico, questo approccio si traduce nella necessità di personalizzare l’intensità degli interventi preventivi, migliorando la capacità di identificare i soggetti a massimo rischio di malattia rispetto a quelli meno suscettibili agli effetti dannosi dei fattori di rischio più noti, come fumo, alimentazione scorretta o scarsa attività fisica. Il motivo di questa necessità di “cucire” il percorso preventivo su misura? Gli effetti dei fattori di rischio sono sicuramente pericolosi per tutti, ma certo non nella stessa misura.

Gli studi più recenti hanno individuato caratteristiche strettamente personali e dunque che potrebbero permettere di stabilire con maggior precisione se una persona a rischio subirà davvero un evento cardiovascolare e se un determinato intervento preventivo sarà davvero in grado di evitarlo. Inoltre, la valutazione di alcuni distretti arteriosi con metodi non invasivi ci aiuta stimare a la suscettibilità individuale ai fattori di rischio cardiovascolari, una caratteristica estremamente variabile tra le persone.  “La prevenzione di precisione è già realtà, ma siamo solo agli albori e molta ricerca resta da fare in questo affascinante settore – fa notare Tremoli. Ma mentre la scienza fa il suo corso, ognuno di noi può fare da subito qualcosa per sé. Dobbiamo occuparci del nostro benessere globale e non solo della nostra salute in senso stretto, perché conosciamo ora molti più elementi che fanno bene al nostro cuore. Alcuni dipendono da noi, come il nostro equilibrio psicologico, altri no, come l’ambiente pulito. Un motivo in più dunque per diventare cittadini impegnati nel “bene comune” e fare giusta pressione sulle autorità perché partecipino insieme a noi alla sfida della prevenzione di precisione”.

 

(FM)