Qual è il “carburante” del cuore?

Il cuore manda il sangue nel corpo, ma ne ha bisogno per sé stesso. Come un perfetto “motore” che non deve andare fuori giri

Qual è il “carburante” del cuore?

L’apparato circolatorio umano si dipana nel corpo attraverso strade che, complessivamente e considerando anche i più piccoli capillari e le loro diramazioni, arrivano a coprire nell’adulto una distanza di quasi 160.000 chilometri. La cifra rappresenta più o meno il quadruplo della circonferenza terrestre. Durante uno sforzo molto intenso, grazie all’apertura di moltissimi vasi capillari di “emergenza”, che hanno il compito di aumentare l’afflusso di ossigeno alla periferia del corpo, la superficie che deve essere rifornita di sangue può arrivare anche a 300 metri quadrati. Per questo il cuore ha un costante bisogno di energia che viene dal cibo, opportunamente trasformato grazie a complesse reazioni chimiche che per svolgersi normalmente hanno bisogno a loro volta di ossigeno messo a disposizione dal cuore stesso. Normalmente il glucosio fornisce circa il 30% dell’energia, gli acidi grassi il 60% e l’acido lattico assicura il restante 10%. Più dei due terzi di questa energia viene impiegata per la contrazione e la successiva fase di riposo del miocardio, mentre il resto serve per “l’ordinaria” amministrazione dell’attività cardiaca.