Un’alleanza per proteggere la salute del cuore

A Milano una giornata per studiare le strategie mirate alla riduzione del rischio cardiovascolare. Protagonista 15 Società Scientifiche

Un’alleanza per proteggere la salute del cuore

Il cuore e le arterie hanno tanti nemici. Alcuni sono legati all’ereditarietà, come ad esempio il fatto di aver avuto casi d’infarto o ci ictus in famiglia. Altri, e sono sicuramente più importanti, dipendono dalle nostre abitudini. combattere il sovrappeso, fare una regolare attività fisica, tenere sotto controllo i valori del colesterolo LDL e della pressione, evitare il fumo e contrastare l’insorgenza del diabete, solo per citare i fattori di rischio più comuni, significa aggiungere salute al benessere cardiaco. Ma, spesso, troppo spesso ci dimentichiamo delle semplici regole che possono accompagnarci per tenere sotto controllo questi “nemici” del cuore e soprattutto non seguiamo con cura i trattamenti che il medico può indicare per tenerli a bada. Eppure oggi si sa che per i fattori di rischio, specie quando si sommano tra loro o quando una persona è particolarmente esposta ad infarto o ictus, seguire correttamente le terapie preventiva significa davvero guadagnare anni di vita in salute. E’ questo il monito principale che viene dalla Consulta delle Società Scientifiche per la Riduzione del Rischio Cardiovascolare (www.consulta-scv.it) - alleanza di 15 Società Scientifiche che operano nei diversi ambiti nei quali si articola la prevenzione cardiovascolare. Nei giorni scorsi si è tenuto a Milano un convengo cui hanno partecipato i diversi protagonisti di questa “sfida” della prevenzione, alle Istituzioni, all’industria farmaceutica e ai media ad una giornata di studio e dibattito multidisciplinare. L’evento, che ha consentito di fare il punto della situazione e tracciare le linee per il futuro, è stato coordinato da Giuseppe Mancia e Giuliano Buzzetti, rispettivamente Coordinatore e Segretario della Consulta-SCV.

Come gestire al meglio il rischio

La gestione ottimale del rischio cardiovascolare è una sfida che si rinnova negli anni, per l’incessante avanzamento delle conoscenze e per lo sviluppo di nuove tecnologie e farmaci. Negli interventi che si sono succeduti sono state declinate la gestione del rischio nelle differenti patologie e problematiche metabolico-vascolari. Particolarmente interessanti sono gli aspetti relativi al rischio cardiovascolare residuo, sia sotto l’aspetto clinico che sotto il profilo genetico. Sia chiaro: parlando di prevenzione non si può guardare con un occhio attento alla sostenibilità del Sistema Sanitario, che offre l’opportunità di proteggersi anche sotto l’aspetto farmacologico, in un percorso che non può esulare dalla responsabilità del singolo. Per questo, come hanno ricordato gli esperti, è fondamentale analizzare la prevenzione cardiovascolare anche sul fronte del rapporto tra costi e benefici. Ultimo aspetto da non dimenticare è il concetto di equivalenza terapeutica, che ovviamente rappresenta un mezzo importante in termini di sanità pubblica ma che non deve mai far dimenticare che ogni persona è diversa da un’altra. In epoca di medicina personalizzata, anche nella prevenzione del rischio cardiovascolare questo parametro va tenuto presente.

 

(FM)