Il cuore in salute da piccoli protegge gli occhi da grandi

La microvascolarizzazione della retina appare migliore se il bimbo ha seguito buone abitudini, controllando il peso e facendo movimento. A dirlo è una ricerca finlandese

Il cuore in salute da piccoli protegge gli occhi da grandi

C’è un motivo in più per adottare fin da bambini sane abitudini di vita, ideali per la prevenzione cardiovascolare. Chi segue questa semplice regola, infatti, oltre a preservare le arterie coronariche e gli altri vasi che possono andare incontro ad occlusioni mettendo a rischio la parte di miocardio o altri distretti da loro irrorata, tende a preservare i piccoli vasi che portano sangue alla retina e quindi protegge la propria vista. A rivelare questo rapporto è una ricerca apparsa su Journal of the American Heart Association, condotta in Finlandia da studiosi del Paese scandinavo e del Regno Unito, guidati da Robyn Tapp, dell’Università Saint Georges di Londra. L’indagine ha preso in esame il rapporto tra benessere cardiovascolare e le dimensioni e la forma dei vasi sanguigni che irrorano la retina, la tonaca nervosa dell’occhio. Sono stati valutati 418 giovani tra i 12 e i 18 anni, quindi adolescenti, che sono poi stati osservati di nuovo con particolare attenzione alla vascolarizzazione della retina venticinque anni dopo, quindi in un’età compresa tra i 37 e i 43 anni. In pratica, secondo gli autori, confrontando l’eventuale presenza di fattori di rischio cardiovascolare che possono influire sul benessere cardiaco con lo stato dei vasi sanguigni della retina si può avere già in giovane età un’idea dell’evoluzione della salute della vista futura.

L’importanza del controllo dei fattori di rischio, non solo per il cuore

La raccolta dei dati relativi ai soggetti studiati per un periodo così lungo conferma che i mutamenti di dimensioni e tortuosità dei vasi sanguigni della retina sono direttamente correlati alla presenza dei fattori di rischio presenti già in età giovanile e adulta, come ipertensione e diabete. Ma soprattutto l’analisi conferma come sia plausibile un rapporto tra le due condizioni, pur se occorreranno ulteriori studi e soprattutto numeri più robusti per confermare che anche i problemi retinici legati alla circolazione siano legati al mancato controllo dei fattori di rischio cardiovascolari classici e che possono iniziare fin dall’età giovanile, per poi manifestarsi clinicamente in età avanzata. Secondo le stime dell'OMS, in tutto il mondo 349 milioni di persone sono considerate dipendenti da cure per problemi alla vista: tra queste il 30 per cento, circa 101 milioni, sono persone di 60 anni e oltre. La causa prima è dell’invecchiamento della popolazione; ma giocano un ruolo cruciale anche stili di vita poco salutari e potenzialmente a rischio per il cuore, come il fumo e soprattutto il diabete. La maculopatia diabetica in particolare si lega all’ edema maculare diabetico, ovvero all’accumulo di liquidi nella macula, la parte centrale della retina, quella più sensibile alla luce grazie alla quale si ha una visione nitida. L’edema maculare può trovarsi solo in alcuni punti della retina o essere diffuso. Questa forma di maculopatia è una complicanza della retinopatia diabetica la quale a sua volta è causata dal diabete. Si manifesta con una visione offuscata e deformata e un’alterata percezione dei colori.  Recentemente è stata pubblicata su Lancet Public Health un’analisi condotta da un team internazionale su 190 paesi che ha rilevato come il trend dei difetti visivi della popolazione mondiale e in particolare della cecità stia aumentando quasi esponenzialmente. Secondo le stime dello studio i difetti visivi, seppure meno gravi della cecità completa ma che comportano una qualità di vita disagiata, passeranno da 200 a 550 milioni di persone colpite. La prevenzione passa attraverso le buone abitudini ed il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, che debbono iniziare fin da giovani.