Il diabete modifica le staminali del grasso cardiaco

Non tutto il tessuto adiposo è uguale, e non in tutto il corpo. Le cellule staminali del grasso “epicardico”, che ricopre il cuore, verrebbero alterate dal diabete

Il diabete modifica le staminali del grasso cardiaco

Mela o pera? Parlando in termini generali, la grande “divisione” che rende il tessuto adiposo più o meno nocivo sotto il profilo metabolico è quella tra grasso viscerale, quello che si deposita nell’addome e crea la tipica conformazione a mela, e quello che invece si distribuisce su glutei e cosce, tipico del gentil sesso, con un impatto meno significativo sul metabolismo. Ma la scienza dice che il grasso viscerale non è comunque sempre uguale ed ora si scopre che nelle persone con diabete quello che si deposita sul cuore, il cosiddetto grasso epicardico, potrebbe giocare un ruolo  molto significativo sia come regolatore per i bisogni di lipidi del tessuto del miocardio sia nell’organizzare il flusso di molecole che entrano ed escono dal miocardio stesso sia nel mantenere l’infiammazione che certo non aiuta il benessere del cuore. Ma come queste invisibili azioni si possono rivelare importanti nel definire il benessere del cuore di chi soffre di diabete di tipo 2? La risposta viene da una ricerca italiana presentata al Congresso della Società Europea per lo studio del Diabete tenutosi a Berlino. Lo studio, come spiega Serena Cabaro del Dipartimento di Scienze mediche traslazionali presso l’Università Federico II, Napoli, “è andato a caratterizzare le cellule staminali presenti nel tessuto adiposo epicardico derivate da pazienti con diabete di tipo 2 sottoposti a bypass coronarico, per studiarne la capacità di mantenere le proprie caratteristiche in presenza di alterazioni metaboliche. L’isolamento di cellule staminali da grasso epicardico è eseguito nel nostro laboratorio grazie alla collaborazione con la cardiochirurgia della Federico II di Napoli. Una volta isolate, le cellule sono coltivate in vitro in modo da poterle amplificare e trattare con differenti stimoli metabolici associati al diabete, come l’iperglicemia”.

Cosa accade alle cellule “bambine”?

La ricerca ha dimostrato che l’esposizione delle cellule staminali specifiche del tessuto grasso epicardico ad elevate concentrazioni di glucosio riduce l’espressione di importanti geni della staminalità ed induce senescenza nelle cellule staminali mesenchimali, che presentano, in aggiunta, alterazioni del potenziale differenziativo verso altre linee cellulari. L’iperglicemia influenza, dunque, lo stato strutturale e metabolico del tessuto adiposo epicardico, il quale si correla ad una peggiore prognosi delle patologie cardiovascolari.  I risultati dello studio dimostrano che elevate concentrazioni di glucosio alterano la plasticità delle cellule staminali mesenchimali derivate da tessuto adiposo epicardico, suggerendo una possibile riduzione del potenziale rigenerativo di queste cellule in caso di diabete. Insomma: il diabete “modificherebbe” in qualche modo l’ambiente in cui vivono le staminali del grasso epicardico, creando così le condizioni metaboliche che aprono la strada a problemi degli organi.