Rischia il cuore del diabetico se il sovrappeso sale e scende

Il “su e giù” sulla bilancia, con indice di massa corporea sempre elevato, appare legato ad un maggior rischio di ictus, infarto e morte rispetto ai casi in cui il peso corporeo rimane stabile.

Rischia il cuore del diabetico se il sovrappeso sale e scende

Che la “sindrome delle yo-yo”, con un costante saliscendi del peso corporeo legato a periodi di dieta strettissima alternati ad abbuffate quasi compulsive, non sia ideale per la salute si sa da tempo. Ed è per questo che il saliscendi sulla bilancia, frutto di regimi estremamente drastici e altrettanto rapide risalite del peso – spesso con gli interessi – non appena si riprende a mangiare come prima – è un nemico da combattere. Per perdere peso occorre soprattutto costanza e la volontà di modificare il proprio stile di vita, associando una corretta alimentazione che consenta di perdere progressivamente i chili di troppo ad una regolare attività fisica, in grado di aumentare le “uscite” energetiche dell’organismo. Ma occorre poi mantenere i risultati, perché altrimenti il calo ponderale si può tradurre in un aumento del rischio, in particolare per chi soffre di diabete di tipo 2 e vede il peso fluttuare, pur se sempre a livelli elevati.

A dirlo è una sorta di meta-analisi di diversi studi che hanno preso in esame oltre 6000 persone con diabete di tipo 2, la forma che si presenta in età adulta. I soggetti che presentano fluttuazioni del peso con la tendenza a mantenerlo elevato, stando a quanto emerso al congresso della Società Europea per l’Aterosclerosi, avrebbero un significativo aumento del rischio di eventi cardiovascolari, come ictus, infarto del miocardio e morte rispetto alle persone che mantengono un peso stabile. In particolare chi presenta variazioni del peso (sia pure se sempre con indice di massa corporea alto, rispetto a chi mantiene il peso stabile vedrebbe crescere del 59 per cento il rischio di eventi coronarici di qualsiasi tipo oltre a veder quasi raddoppiato il rischio di infarto e ictus. Secondo David Waters, docente emerito dell’Università della California a san Francisco, non sarebbe comunque chiaro se si può parlare di variazioni intenzionali del peso, magari per una dieta: ma è comunque certo che questi mutamenti ripetuti possono creare problemi per la salute. Peraltro il dato finale appare chiaro: per chi soffre di diabete (e non solo), il controllo del peso ed il suo mantenimento si traduce in un maggior benessere per il cuore e per le arterie, e non solo per l’equilibrio che riesce a creare sui fattori di rischio cardiovascolare più intuitivi, come i valori di colesterolo o l’ipertensione.

Forse, infatti,  in questa dinamica potrebbe giocare un ruolo anche lo stress, che entra in gioco quando l’alimentazione diventa un vero e proprio problema, indipendentemente dal diabete. Il saliscendi sulla bilancia, figlio della dieta dimagrante fatta per pochi giorni e poi abbandonata per essere ripresa non appena i chili risalgono, ha dimostrato di essere anche causa di tensione emotiva. Ma soprattutto sarebbe all’origine delle “ricadute” in incontrollate abbuffate di dolci e biscotti dopo le giornate maggiormente faticose per il lavoro e per lo studio. A farlo pensare è una ricerca condotta qualche tempo fa all’Università della Pennsylvania apparsa su Neuroscience. La dieta yo-yo si basa sul controllo delle calorie, passando da una fase con stretto controllo e riduzione delle stesse a un'altra dove il regime alimentare diventa più normale. Ma i ripetuti cali e aumenti di peso, oltre a mettere ansia,  sembrano riprogrammare di continuo il cervello alle prese con situazioni stressanti e voglie di cibo. L'effetto sarebbe così profondo che cambia la struttura del Dna in aree note per rilasciare gli ormoni progettati per gestire l'ansia. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno esaminato i livelli ormonali e il comportamento dei topi con diete restrittive e li hanno confrontati con quelli di topolini che hanno seguito una dieta normale. Dopo tre settimane con poche calorie, i topi a dieta hanno perso tra il 10 e il 15 per cento del loro peso corporeo, proprio come succede negli esseri umani a dieta ma hanno avuto un aumento dei livelli di corticosterone, l'ormone dello stress, e dei comportamenti depressivi.