Cuore senza segreti grazie alla “cardioradiologia”

Si celebra oggi la giornata internazionale della radiologia, dedicata proprio al cuore. Le ultime novità al centro del Congresso della Società Italiana (Sirm) al via a Genova

Cuore senza segreti grazie alla “cardioradiologia”

L’8 novembre del 1895 la “serendipity”, ovvero la casualità, ha creato una situazione davvero unica. Quel giorno il fisico tedesco Wilhelm Roentgen realizzò la prima radiografia sfruttando i raggi X, che immortalava le ossa della mano della moglie e della sua vera. Oggi, a più di 120 anni di distanza da quella scoperta pressoché casuale, la storia della coppia tedesca fa quasi sorridere visto che la tecnologia ha fatto passi da gigante. Ed il cuore ha sempre meno segreti per gli esperti tanto che oggi, in occasione della giornata internazionale della radiologia, in tutto il mondo i riflettori sono puntati proprio sul cuore. La conferma viene da Genova, dove inizia il Congresso della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) alla Fiera di Genova, che prende il via giovedì 8 novembre. Lo studio del cuore in radiologia è stato per decenni considerato qualcosa di nicchia, anche per via dell’impossibilità tecnica di valutare un organo in movimento. Oggi invece, grazie allo sviluppo tecnologico delle apparecchiature TC ed RM, il cuore è stato rimesso al centro della diagnostica per immagini: “la cardioradiologia è oggi per i medici radiologi un settore di attività molto importante e sia l’alto numero di iscritti alla sezione di studio di cardio radiologia della  SIRM sia la scelta di questo tema per celebrare la giornata mondiale della radiologia nell’anno 2018, ne palesa il grande interesse – spiega il presidente eletto della SIRM Roberto Grassi”. Lo spettro di potenziali applicazioni diagnostiche dell’imaging cardiaco è molto variegato: si va dalle malattie congenite, alle cardiopatie genetiche fino allo studio delle coronarie.

Cosa cambia per i pazienti

Secondo Marco Francone dell’Università La Sapienza di Roma, la diagnosi della cardiopatia ischemica e le malattie genetiche i campi più interessanti  di applicazione per gli esperti di cardioradiologia.  "Per le implicazioni che ha, la cardiopatia ischemica è certamente l'ambito di maggior interesse - spiega Francone - per la possibilità di prevenire un attacco cardiaco e quindi tutte le manifestazioni cliniche di quella che è la principale causa di mortalità e malattia in Italia e nel mondo occidentale. Ma da non trascurare sono anche le  cardiomiopatie, un eterogeneo gruppo di patologie per lo più geneticamente determinate, potenzialmente responsabili di morti improvvise specialmente nei giovani e spesso mentre si fa attività fisica”. Insomma, sotto l’aspetto delle istruzioni per l’uso, la TC è la metodica di riferimento per lo studio delle coronarie (prevenzione della cardiopatia ischemica) mentre l’RM cardiaca è utile per studiare le alterazioni dei tessuti  che colpiscono il muscolo cardiaco (come ad esempio malattie cardiache genetiche o acquisite). In entrambi i casi la diagnosi viene effettuata con approccio non invasivo (quindi senza l'inserimento di catetere o la biopsia cardiaca) e con un'accuratezza ormai ampiamente riconosciuta dalle linee guida internazionali. Per la RM cardiaca esiste, in particolare, una letteratura scientifica di migliaia di articoli che propongono l’utilizzo dell’esame in diverse situazioni, dalla prevenzione della morta improvvisa, all’infarto acuto alle cardiomiopatie.

 

(FM)