Carni e formaggi non sono “nemici” del cuore

Lo dicono i risultati dello studio PURE, presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia. Bisogna fare attenzione soprattutto ai carboidrati raffinati e alle carni lavorate per la salute del cuore e la longevità

Carni e formaggi non sono “nemici” del cuore

Amanti delle bistecche e “pasionari” del formaggio e dei latticini, contrordine. Se per decenni vi hanno detto che i latticini e la carne vanno assolutamente evitati se volete tenere in salute il cuore, sappiate che forse non è proprio così. O meglio: pur se la dieta mediterranea rimane il modello ottimale per la salute cardiovascolare, non si debbono eliminare del tutto alimenti che fino a qualche tempo fa erano sconsigliati. A rileggere criticamente l’impostazione dietetica per il benessere cardiaco sono gli esperti che hanno commentato al Congresso della Società Italiana di Cardiologia di Monaco lo studio PURE, pubblicato su The Lancet. “C’è bisogno di riconsiderare i costituenti di una dieta di elevata qualità per la popolazione di tutto il mondo – è il commento di Salim Yusuf, che ha coordinato lo studio e dirige il Population Health Research Institute (PHRI) alla McMaster University di Hamilton, in Canada. Ad esempio i nostri risultati dicono che i formaggi e la carne sono positivi per la salute del cuore e la longevità a differenza delle raccomandazioni dietetiche attuali”. Secondo gli studiosi, quanto viene consigliato oggi nasce da ricerche condotte diversi decenni fa nei Paesi più ricchi ed invece bisogna riconsiderare la situazione alla luce delle reali abitudini alimentari delle persone nel mondo.

Lo studio PURE

La ricerca, che ha preso in esame oltre 218.000 persone da più di cinquanta Paesi nei cinque continenti, ha diviso i soggetti reclutati in cinque diversi gruppi in base alla qualità della loro alimentazione. Per ottenere questa suddivisione sono stati realizzati dei punteggi che hanno considerato un’alimentazione di alta qualità (ricca di frutta, verdura, noci, legumi, pesce, latticini e carni) e di minima qualità: con questo sistema sono poi stati valutati i diversi rischi di malattia cardiovascolare e morte. La ricerca ha previsto una prima analisi di persone di età compresa tra i 35 e i 70 anni in oltre 138.000 persone senza malattia cardiovascolare. Poi questi dati sono stati valutati in soggetti che avevano malattia cardiovascolare (studi ONTARGET e TRANSCEND) i persone con un primo infarto (studio INTERHEART) e in soggetti con un primo ictus (INTERSTROKE). Il controllo è andato avanti per 9,1 anni in media e si sono registrati 6821 decessi e 5466 eventi cardiovascolari maggiori (morte per causa cardiovascolare, infarto non fatale, ictus e scompenso cardiaco). Dopo aver considerato i diversi fattori di rischio che incidono sui pericoli dei malattie cardiache, si è visto che la dieta ad alta qualità (comprendente anche in dosi non elevate latticini e carne) è risultata correlate ad un minor rischio di eventi cardiovascolari, morte, infarti ed ictus. Commento finale di Andrew Mente, collaboratore di Yusuf: “le persone con un’alimentazione che predilige frutta, verdure, frutta secca, legumi, pesce, latticini e carne hanno un rischio inferiore di malattia cardiovascolare e morte precoce. Per quanto riguarda la carne, se non viene lavorata è associata con un beneficio”. Insomma: dallo studio PURE emerge che occorre fare attenzione ai carboidrati raffinati (preferire gli alimenti integrali, mentre (senza esagerare) latticini e carni non lavorate possono essere parte di un’alimentazione sana. I risultati dello studio PURE, a detta degli esperti, possono essere applicati in tutti i Paesi del mondo.

(FM)