Doppia azione sulle piastrine nei diabetici con una patologia delle coronarie

Presentati all’ESC di Parigi i risultati dello studio THEMIS. Associazione di farmaci risulta maggiormente protettiva rispetto al solo acido acetilsalicilico

Doppia azione sulle piastrine nei diabetici con una patologia delle coronarie

“Due è meglio di uno” recitava, in inglese, una pubblicità di qualche tempo fa. Questa regola può essere valida anche per proteggere da infarti, ictus o decessi i soggetti diabetici ad alto rischio di sviluppare queste condizioni, perché affetti da malattia delle arterie coronariche. Si possono riassumere così i risultati dello studio THEMIS che hanno mostrato come un farmaco (ticagrelor), assunto in associazione con aspirina, abbia portato auna riduzione statisticamente significativa del 10 per cento dell’endpoint composito di eventi avversi cardiovascolari maggiori (morte cardiovascolare, infarto o ictus) rispetto al solo acido acetilsalicilico. La ricerca è stata condotta in  pazienti affetti da malattia coronarica documentata (CAD) e da diabete di tipo 2 senza precedenti infarti o ictus. Inoltre, in una sotto-analisi pre-specificata e clinicamente rilevante condotta su pazienti già sottoposti in precedenza ad intervento coronarico percutaneo (PCI), è stato mostrato che ticagrelor assunto in associazione con aspirina ha portato a una riduzione del 15 per cento del rischio relativo dell’endpoint composito di eventi cardiovascolari maggiori (morte cardiovascolare, infarto o ictus) rispetto all’assunzione della sola aspirina. “Fino ad oggi, i pazienti con malattia coronarica e diabete di tipo 2 senza precedenti infarti hanno avuto a disposizione solo limitate opzioni di cura e i positivi risultati dello studio THEMIS rappresentano un importante passo avanti nella riduzione del rischio cardiovascolare e nel ruolo della doppia terapia anti-piastrinica – commenta Luigi Oltrona Visconti, Direttore della struttura complessa di Cardiologia presso l’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. I pazienti affetti da diabete di tipo 2 che sono stati già sottoposti ad intervento coronarico percutaneo (PCI) sono esposti a un rischio di eventi cardiovascolari simile a quelli che hanno avuto un infarto. La popolazione di pazienti sottoposti a PCI rappresenta un gruppo numeroso e identificabile, nel quale si è riscontrato un maggiore beneficio clinico netto che, ci auguriamo, venga considerato in futuro per una terapia a lungo termine con ticagrelor assunto in associazione con aspirina”.

Le caratteristiche dello studio

THEMIS (Effect of Ticagrelor on Health Outcomes in DiabEtes Mellitus Patients Intervention Study) è uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco che ha coinvolto pazienti con diabete di tipo 2 e malattia coronarica documentata senza precedenti infarti o ictus. Lo studio è stato progettato per testare l'ipotesi che ticagrelor assunto con aspirina sarebbe in grado di ridurre gli eventi avversi cardiovascolari maggiori (morte cardiovascolare, infarto o ictus) in pazienti con malattia coronarica documentata e diabete di tipo 2 senza precedenti infarti o ictus, rispetto all'assunzione della sola aspirina. La malattia coronarica documentata (CAD) è stata definita come un intervento coronarico percutaneo (PCI) precedente, un intervento chirurgico di bypass o almeno un restringimento del 50 per cento di un'arteria coronarica. Lo studio ha coinvolto 42 paesi e oltre 19.000 pazienti in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America. THEMIS-PCI è una sotto-analisi statisticamente significativa e pre-specificata condotta su pazienti (11.154 che rappresenta il 58 per cento del numero totale dei pazienti) sottoposti in precedenza a intervento coronarico percutaneo (PCI).