Prevenzione cardiovascolare, un appello per la salute del cuore

Presentato lo studio “Il cuore batte sul web”. Infarto e ictus le parole più ricercate

Prevenzione cardiovascolare, un appello per la salute del cuore

Se leggiamo le statistiche, le malattie cardiovascolari sono al primo posto per la mortalità, essendo responsabili di oltre un decesso su tre oltre che di invalidità. Eppure, sul fronte della prevenzione e dell’informazione, la strada da fare è ancora lunga. L’appello, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, viene dallo studio “Il cuore batte nel web” condotto da IQVIA per conto di Sanofi, in collaborazione con la Fondazione Italiana per il Cuore, che ha analizzato i volumi, il tipo di opinioni espresse e il tono delle conversazioni online sulla salute. Nonostante le malattie cardiovascolari siano la prima causa di morte, la salute del cuore non è tra gli argomenti più trattati: negli ultimi due anni, le conversazioni attive sul web su queste patologie sono state 235.000, solo il 10% di tutte le discussioni in ambito salute. È una percentuale molto inferiore a quella del volume dei discorsi sui vaccini, tema su cui gli italiani parlano maggiormente e che interessano il 36%. A seguire i tumori 23%, l’influenza 21% e il diabete, poco più del 10%. Il 40% dei dibattiti sulla salute cardiovascolare è focalizzato sull’ictus, il 30% su infarto e scompenso cardiaco: i principali punti trattati nel corso delle conversazioni riguardano sintomi e diagnosi (25%), trattamenti (18%), cause e fattori scatenanti della malattia (14%) e impatto sulla qualità della vita (13%). Paure, depressione, impatto fisico e psicologico sono le preoccupazioni più frequenti.

“Dall’analisi è emerso che gli italiani sono molto attivi e attenti alla propria salute e a quella dei propri cari e non esitano a discuterne sul web – spiega Isabella Cecchini, Direttrice Dipartimento Ricerche di Mercato di IQVIA. La rete si conferma il luogo, seppur virtuale, in cui le persone preferiscono cercare risposte ai dubbi e alle domande e confrontarsi con gli altri utenti. La maggior parte delle persone è interessata alla salute, soprattutto a vaccini e tumori. Si preoccupa meno, invece, della salute cardiovascolare che si posiziona dopo influenza e diabete”.

Covid-19 ha cambiato le prospettive

Nel periodo post-Covid, forse complici le notizie su una possibile correlazione con il virus, l’infarto è stato il tema principale di discussione e gli italiani hanno aumentato del 59% le conversazioni su questo argomento rispetto al periodo precedente. In particolare hanno discusso dei rischi cardiovascolari correlati, delle difficoltà e ritardi nell’accesso agli ospedali, e dei rischi di morte. “La pandemia di Covid è stata davvero una tempesta per il cuore: le persone con una malattia cardiovascolare che hanno contratto il virus sono state fra quelle a più alto rischio di morte e di sviluppare condizioni di malattia gravi – segnala Paolo Magni, Università di Milano e  Associazione Fondazione Italiana per il Cuore”. “Da questa indagine conoscitiva, appare evidente l’importanza e il ruolo fondamentale che ricoprono il web e i social media nella diffusione delle informazioni, soprattutto quelle che riguardano la salute - commenta Emanuela Folco, Presidente Associazione Fondazione Italiana per il Cuore. Il 71% dei ragazzi al di sotto dei 34 anni ha identificato il web come la fonte principale da cui attingere per cercare risposte sul proprio stato di salute. Attraverso questi canali, i messaggi arrivano diretti ad una fetta di popolazione anche molto giovane a cui è fondamentale far capire l’importanza della prevenzione primaria, quella che si concentra sull'adozione di comportamenti virtuosi in grado di evitare o ridurre l'insorgenza e lo sviluppo di una malattia o di un evento sfavorevole. Preoccupa molto il fatto che solo il 5% degli utenti cerca informazioni sulla prevenzione cardiovascolare. Bisogna partire da questo dato per sensibilizzare la popolazione sull’importanza che ha l’assunzione di un corretto stile di vita: a farlo ci possono sicuramente aiutare i social media, cruciali nella condivisione delle informazioni e nella comunicazione di modelli virtuosi di prevenzione e cura”.

 

(FM)