Così è arrivato il primo sondino nel cuore

L’affascinante storia di Werner Theodor Otto Forssmann, primo ad eseguire su sé stesso la cateterizzazione fino al cuore

Così è arrivato il primo sondino nel cuore

Si inserisce una piccola sonda all’interno dell’arteria femorale e si spinge verso l’alto, fino ad arrivare ad un’arteria coronarica in cui eseguire un’angioplastica per dilatare il vaso (e magari mettere anche una reticella, lo stent, per tenere “aperta” l’arteria) oppure direttamente all’interno del cuore. Queste pratiche oggi sono una realtà quotidiana per chi si occupa di cardiologia interventistica. L’angioplastica primaria, trattamento salvavita in caso di infarto del miocardio, conta in Italia un totale di 36.876 procedure, 609 interventi per milione di abitanti. L’angioplastica primaria ha rivoluzionato la cardiologia perché permette di effettuare contemporaneamente la diagnosi e l’immediato trattamento dell’infarto miocardico acuto. Il primo intervento di angioplastica con la tecnica della dilatazione delle arterie mediante palloncino è stato eseguito nel nostro Paese nel 1981.  Ma per arrivare all’inizio di questa storia bisogna tornare indietro di quasi cento anni. Era da poco finita la prima Guerra mondiale e il mondo era in subbuglio. Un giovane, Werner Theodor Otto Forssmann, pensava a come fosse possibile arrivare all’interno del cuore evitando il classico intervento chirurgico necessario per accedere alle cavità cardiache. L’ispirazione venne al giovane tedesco leggendo l’articolo di un veterinario che era arrivato al cuore di un cavallo passando per la vena giugulare interna. Perché allora non fare qualcosa di simile nell’uomo, pensò Forssmann? La prima proposta di provare questo approccio in un paziente fu bocciata dal superiore. Allora il giovane propose questa strategia ad un’infermiera di sala operatoria, che si disse estremamente interessata al punto di proporgli di tentare su sé stessa. Ma Forssmann negò questa possibilità e decise di tentare il viaggio lungo il corpo all’interno del suo sistema circolatorio.

Il controllo ai raggi x

Dopo una semplice anestesia, Forssmann iniziò a spingere il piccolo catetere all’interno dei vasi del braccio. A quel punto, dopo un breve tragitto, diventava necessario controllare il percorso del catetere e quindi il giovane fece chiamare una tecnica di radiologia per valutare quanto accadeva. Dopo che un collega aver tentato di estrarre il catetere, Forssmann continuò con il suo esperimento e, grazie ai raggi X, giunse fino alla spalla e poi, spingendo ancora, arrivò con il catetere fino al ventricolo destro del cuore. Purtroppo la storia del giovane non si è conclusa con un immediato successo, tanto che, per la sua situazione, il medico fu spostato in urologia. La scienza di tutto il mondo, comunque, ha riconosciuto a Forssmann i suoi meriti: nel 1956 ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia, insieme ad André Cournand e Dickinson W. Richards. Il tutto grazie ad un tubicino che, con grande coraggio, ha fatto salire per 65 centimetri attraverso il braccio e la spalla, fino alla parte destra del cuore. Aprendo la strada alla moderna cardiologia.