Quando l'infarto è "falso"

Ci sono casi in cui i sintomi classici dell’infarto, come il dolore intenso al torace e al braccio sinistro, non sono provocati dall’ostruzione di un’arteria coronaria, pur essendo legati al cuore. Si tratta di quadri clinici che possono simulare l’infarto.

Quando l'infarto è "falso"

Ci sono casi in cui i sintomi classici dell’infarto, come il dolore intenso al torace e al braccio sinistro, non sono provocati dall’ostruzione di un’arteria coronaria, pur essendo legati al cuore. Si tratta, quindi, di quadri clinici che possono simulare l’infarto anche in presenza di coronarie perfettamente normali e in assenza di un’ostruzione trombotica del vaso. Questa situazione può essere dovuta a fenomeni di tipo spastico del microcircolo, cioè dei piccolissimi vasi che originano proprio dalle coronarie, oppure a un’intensa produzione di catecolamine in condizioni di severo stress psicofisico. Questa condizione colpisce soprattutto le donne ed è reversibile, tanto che al termine della crisi anche la disfunzione microvascolare alla base dei sintomi può regredire, sebbene permanga un grave stato di stordimento del muscolo cardiaco. Questa condizione è stata descritta per la prima volta dai cardiologi giapponesi che l’hanno chiamata sindrome di “Tako-Tsubo” proprio perché il ventricolo sinistro interessato da questo evento si dilata assumendo una forma che ricorda il vaso che i pescatori giapponesi utilizzano per catturare i polipi, detto appunto Tako-Tsubo. La sindrome dal punto di vista clinico, elettrocardiografico e ecocardiografico mima il quadro dell’infarto miocardico acuto ma è benigna in quanto non danneggia irreversibilmente le cellule miocardiche. Pertanto, in un periodo di tempo che va da alcune settimane ad alcuni mesi, la morfologia e la funzione del cuore tornano alla normalità senza lasciare danni permanenti.