Dall’Italian Resuscitation Council 10 proposte per salvare il cuore in arresto

Formazione a scuola, geolocalizzazione dei defibrillatori automatici (DAE), protezione per chi tenta i soccorsi. Obiettivo: aiutare chi va incontro ad arresto cardiaco

Dall’Italian Resuscitation Council 10 proposte per salvare il cuore in arresto

Ogni anno 60.000 persone in Italia e 400.000 in Europa muoiono per arresti cardiaci improvvisi. In circa sette casi su dieci questi eventi drammatici avvengono in presenza di altre persone, ma solo nel 15 per cento dei casi i presenti iniziano subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Se questa percentuale aumentasse si potrebbero salvare ogni anno decine di migliaia di persone: se si interviene rapidamente infatti si aumenta di 2-3 volte le possibilità di sopravvivenza. Per questo l’Italian Resuscitation Council (OIC), lancia una sorta di manifesto per favorire la cultura e la diffusione dei defibrillatori. L’articolo scientifico relativo, firmato dal presidente di IRC Andrea Scapigliati, è stato pubblicato su “Resuscitation”, rivista scientifica edita dallo European Resuscitation Council. Andrea Scapigliati, presidente di Italian Resuscitation Council e dirigente medico dell’Unità operativa di cardioanestesia e terapia intensiva cardiochirurgica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, ricorda che: “la Commissione Affari Sociali della Camera ha inserito molte delle nostre proposte nel testo unico del disegno di legge sul primo soccorso e l’utilizzo dei defibrillatori, appena approvato. E’ un passo in avanti importante verso l’adozione di una legge che tutelerà maggiormente le vittime di arresto cardiaco e potrà migliorare in modo significativo la loro sopravvivenza”. L’Associazione coinvolge medici di diverse discipline e infermieri attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera. L’attività di IRC si integra con quella di analoghe Associazioni italiane e straniere e in modo particolare con quella di European Resuscitation Council.

Cosa propone il manifesto

Il manifesto. Per favorire il coinvolgimento delle persone nei soccorsi IRC ha elaborato un manifesto di 10 proposte:

1. promuovere iniziative e campagne di sensibilizzazione locali e nazionali sul tema dell’arresto cardiaco e della rianimazione cardiopolmonare

2. introdurre la formazione obbligatoria al primo soccorso a scuola in tutte le classi di ogni ordine e grado

3. introdurre l’abilitazione obbligatoria al Basic Life Support–Defibrillation (abilitazione al primo soccorso e all’utilizzo del Defibrillatore semi-Automatico Esterno – DAE) per gli studenti delle classi dell’ultimo anno delle scuole di secondo grado

4. introdurre l’abilitazione obbligatoria al Basic Life Support – Defibrillation (BLSD) al momento del conseguimento della patente di guida

5. introdurre la salvaguardia giuridica, sia civile che penale, rispetto a tutti gli eventi riconducibili ai tentativi di rianimazione e defibrillazione con DAE, verso la vittima e verso terzi, anche da parte dei soccorritori occasionali (oggi la legge autorizza l’uso del DAE solo a chi ha avuto una formazione specifica, ma questo riduce la possibilità di intervento tempestivo)

6. istituire registri epidemiologici regionali degli arresti cardiaci negli assessorati e agenzie per l’emergenza territoriale che confluiscano in un unico registro nazionale del Ministero della Salute

7. censire i DAE attualmente presenti in luoghi pubblici o accessibili attraverso un database regionale che comunichi con applicativi per la mappatura e la localizzazione, offrendo ai proprietari un servizio di promemoria sulle scadenze della manutenzione

8. aumentare la diffusione dei DAE attraverso l’obbligo di presenza in siti specifici e incentivarne l’acquisto e la registrazione attraverso sgravi fiscali da applicare solo se i dispositivi vengono registrati presso le agenzie regionali comunicando l’orario e le modalità con cui accedervi

9. creare un’applicazione per cellulari che renda possibile la localizzazione dei DAE e il coinvolgimento dei possibili soccorritori nelle vicinanze (gente comune che ha scaricato l’applicazione) avvisandoli grazie alla geolocalizzazione della presenza di un arresto cardiaco e di eventuali DAE nelle vicinanze. Un esempio di questo tipo è l'App DAE RespondER promossa dalla regione Emilia Romagna

10. Introdurre l’obbligo per tutte le centrali operative del 112/118 di fornire alle persone che hanno segnalato l’emergenza e sono presenti sul posto le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il DAE.

 

(FM)