Cuore “matto”, la diagnosi precoce e la telemedicina salvano la vita

I dispositivi sono sempre più efficaci e cresce la possibilità di controllare a distanza l’aritmia. Gli esperti italiani si riuniscono a Bologna

Cuore “matto”, la diagnosi precoce e la telemedicina salvano la vita

Si vive sempre più a lungo. Ma con l’aumentare dell’età aumentano anche i rischi che il cuore non riesca a controllare i suoi battiti e che compaiano le aritmie, potenzialmente molto pericolose e da scoprire prima possibile. Lo dicono i dati: le anomalie del battito del cuore interessano oltre mezzo milione di italiani over-65 e costituiscono una delle cause più frequenti di accesso al Pronto Soccorso o di ricovero in cardiologia (circa il 13 per cento dei ricoveri). A lanciare l’allarme, chiedendo un po’ di attenzione in più da parte delle persone al loro cuore, sono gli esperti che parteciperanno al Congresso Nazionale AIAC - Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione – in programma a Bologna. Riconoscere prima possibile che il cuore non funziona a dovere è fondamentale per evitare tanti problemi, ma soprattutto, grazie alla tecnologia, è oggi possibile controllare la situazione anche a distanza, con strumenti su misura che sfruttano le tecnologie più moderne. La telemedicina riduce fino al 50 per cento la mortalità dei pazienti con scompenso cardiaco, del 39 per cento le ospedalizzazioni, del 50 per cento il numero di visite in ospedale con un conseguente alleggerimento delle liste di attesa e degli accessi ai Pronto Soccorso per un risparmio del 60 per cento dei costi sanitari. Ovviamente occorre che l’aritmia sia nota.  “L’identificazione precoce di gravi patologie come la fibrillazione atriale o lo scompenso cardiaco possono interrompere questo meccanismo, prevenendo l’insorgenza di situazioni critiche e le conseguenti ospedalizzazioni – spiega il presidente AIAC Renato Pietro Ricci. In questo senso il telemonitoraggio rappresenta un vero e proprio strumento di cura per i pazienti con dispositivo cardiaco impiantabile come pacemaker e defibrillatori e in generale per il paziente cardiopatico poiché, grazie ad una osservazione continua, permette una pronta reazione terapeutica”.

Attenzione agli anziani

Il Congresso dell’AIAC concentra l’attenzione sulle aritmie cardiache nell’anziano, oltre che sulla morte improvvisa. “La fibrillazione atriale è una delle aritmie più frequenti nella popolazione anziana poiché è strettamente correlata all’invecchiamento della persona e quindi del suo cuore. Il 12 per cento degli over 80, infatti, soffre di questa patologia che aumenta di cinque volte il rischio di ictus cerebrale – commenta Massimo Zoni Berisso, Vicepresidente AIAC. Programmi di ricerca sistematica della fibrillazione atriale silente (un killer silenzioso) permettono di avviare una terapia anticoagulante precoce nei soggetti a rischio e prevenire l’ictus. Per quanto riguarda la prevenzione della morte improvvisa, una valutazione del profilo di rischio nei soggetti che hanno superato un infarto o affetti da scompenso cardiaco permette di identificare coloro che beneficeranno dell’impianto di un defibrillatore a scopo preventivo”. Per combattere efficacemente i disturbi del ritmo cardiaco è importante una tempestiva diagnosi che ognuno può fare anche da solo, misurando il proprio battito cardiaco al polso. Un’aritmia è un’anomalia nella frequenza o nel ritmo del battito cardiaco, in cui il cuore può battere troppo veloce (tachicardia con battito superiore ai 100 battiti al minuto) o anche troppo lento (bradicardia con battito inferiore ai 60 battiti al minuto) o ancora con un ritmo irregolare. Quando il battito è irregolare o la frequenza è troppo elevata o troppo bassa è il caso di rivolgersi al proprio medico e, per i dovuti approfondimenti, all'aritmologo, figura principale di riferimento.

(FM)