L’emicrania con aura visiva aumenta il rischio di fibrillazione atriale

La forma è caratterizzata da disturbi alla vista prima che compaia il mal di testa: il rapporto svelato da una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology

L’emicrania con aura visiva aumenta il rischio di fibrillazione atriale

Lampi di luce, cali della vista. Per qualcuno la crisi di emicrania si annuncia anche così. Accade in chi soffre di emicrania con aura visiva, una delle forme più diffuse di questa malattia. Ora uno studio americano dimostra che questa condizione aumenterebbe il rischio di fibrillazione atriale, la più diffusa aritmia cardiaca, che crea una serie di alterazioni al ritmo del cuore e soprattutto aumenta significativamente il rischio di andare incontro a ictus cerebrale. A svelare questa “relazione pericolosa” è una ricerca condotta dall’equipe di Souvik Sen, dell’Università della Carolina del Sud, pubblicata su Neurology, l’organo ufficiale dell’Accademia Americana di Neurologia. Da tempo si sapeva che questo tipo di emicrania si può collegare con l’ictus, ma mancava la definizione di un eventuale rapporto tra la patologia e la fibrillazione atriale.

Lo studio

La ricerca ha preso in esame 11.939 persone di età media di 60 anni, senza alcun episodio di fibrillazione atriale o ictus nella loro storia. Tra questi soggetti, 9.405 non soffrivano di emicrania e 1.516 dovevano fare i conti con questa patologia. 426 persone soffrivano di emicrania con aura visiva. Tutti i partecipanti allo studio sono stati seguiti fino a vent’anni. Nel corso del monitoraggio, ha sviluppato la fibrillazione atriale il 17 per cento delle persone che non soffrivano di emicrania, contro il 18 per cento osservato in coloro che soffrivano di emicrania con aura visiva. Curiosamente, negli altri emicranici il rischio è apparso ridotto: solo il 14 per cento ha sviluppato fibrillazione atriale. Una volta corretti i potenziali fattori confondenti, come ad esempio il fumo, l’età, il sesso, l’ipertensione e altri elementi, si è arrivati a capire che il rischio di sviluppare l’aritmia appare aumentato fino al 30 per cento in chi soffre di emicrania con aura visiva rispetto alla popolazione generale, e del 40 per cento rispetto a chi soffre di altre forme di emicrania. “La nostra ricerca suggerisce che la fibrillazione atriale potrebbe giocare un ruolo nei soggetti con emicrania con aura visiva – commenta l’autore dello studio Sen”. Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare: in questi soggetti occorre forse valutare con cura la situazione cardiaca per scoprire precocemente un’eventuale fibrillazione atriale.

“È noto che la fibrillazione atriale riduce l'ossigenazione cerebrale e può essere causa di eventi microembolici. Questi eventi in alcuni casi, come nei soggetti portatori di "pervietà del forame ovale" - condizione nella quale ci può essere il passaggio di microemboli dalla cavità atriale destra a quella sinistra - possono effettivamente essere responsabili di fenomeni neurologici quali emicrania e cefalea», spiega il professor Claudio Tondo, responsabile dell’Aritmologia del Centro Cardiologico Monzino. «In realtà è altrettanto vero che la fibrillazione atriale è l'aritmia più comune nella popolazione, in particolare nelle fasce di età più avanzate. Quindi, poiché i pazienti dello studio avevano un'età media di 60 anni e sono stati seguiti per circa venti anni, non è una sorpresa notare con l'invecchiamento della popolazione un'incidenza tra il 15% e il 20% circa dell'aritmia. I dati presentati nello studio dunque sono sicuramente interessanti, ma non sono sufficientemente robusti per stabilire una connessione certa tra fibrillazione atriale e insorgenza di emicrania con o senza aura”, conclude Tondo.

 

(FM)