Cardiopatie congenite, ecco le nuove linee guida per gli adulti

Grazie ai progressi della cardiologia oggi questi problemi si affrontano meglio, ma occorre pensare agli adulti e alle possibili complicazioni anche decenni dopo

Cardiopatie congenite, ecco le nuove linee guida per gli adulti

Guch. Ovvero Grown-Up Congenital Heart. Questo termine descrive le persone con cardiopatie congenite divenute adulte: per molti tra questi vanno studiati profili di monitoraggio specifici, per giungere a riconoscere precocemente ed affrontare di conseguenza eventuali problemi. E’ questa la logica delle Linee Guida specifiche per questa popolazione messe a punto dagli esperti della Società europea di Cardiologia. Fino a qualche decennio fa, solo due bimbi su dieci tra quanti nascevano con un problema congenito al cuore diventavano adulti. Poi, grazie ai progressi della cardiochirurgia, la situazione è progressivamente cambiata in meglio ed oggi la percentuale si è sostanzialmente rovesciata: la stragrande maggioranza dei piccoli diventa grande, ha una sua vita e deve comunque avere il cuore sotto controllo, associando le competenze dei medici che lo ha seguito in fasce con quelle dei cardiologi dell’adulto. Insomma, c’è bisogno di un approccio che vada avanti per tutta la vita, almeno in termini di controllo. Ad esempio la gravidanza in una paziente Guch può associarsi ad una più elevata incidenza di complicazioni rispetto alla norma, sia per la mamma che per il bambino e per questo occorre una stretta collaborazione tra gli specialisti. Un intervento chirurgico, pur se non al cuore, può essere più problematico per questi malati. Per quanto riguarda lo sport, la tendenza più diffusa è quella di precludere a queste persone l’attività fisica a livello sportivo,  pur se si è visto che questa può avere benefici importanti per la salute, non soltanto sotto l’aspetto fisico ma anche sotto il profilo psicologico.

Cosa consigliano gli esperti

Ad ognuno il suo approccio e il monitoraggio “su misura”. Soprattutto su problematiche specifiche, come quelle sopra accennate. Ad esempio, per le donne che affrontano una gravidanza, occorre ricordare che stando alle linee-guida ci sono condizioni che la controindicano, come l’ipertensione arteriosa polmonare. Inoltre, sia per gli uomini che diventano papà che per le gestanti, sarebbe importante una chiacchierata specifica sui possibili rischi per la prole da parte degli specialisti, anche al fine di valutare eventuali esami sul feto. Sul fronte dell’attività fisica, poi, è ancora più importante fare dei programmi che siano esattamente tarati sulla persona. L’importante, insomma, è affrontare al meglio le cardiopatie congenite e poi studiare un percorso per i soggetti Guch, anche in previsione di possibili interventi. Ad esempio per la sostituzione di una valvola che si è ammalata, in un cuore che necessariamente presenta caratteristiche molto specifiche. Le nuove linee guida affrontano tutte queste possibilità partendo dal presupposto che queste persone sotto l’aspetto medico hanno problematiche diverse rispetto a chi soffre di malattie cardiovascolari sviluppate in età adulta, e necessitano di una regolare sorveglianza specialistica. Anche perché, proprio grazie ai progressi della cardiologia, sono sempre di più, tanto che secondo le cifre i Guch hanno superato per numero i cardiopatici congeniti in età pediatrica.