Il tunnel carpale segnala il rischio per la salute del cuore?

Una ricerca conferma la possibile associazione tra la sindrome e lo sviluppo di amiloidosi del cuore. Ma non solo

Il tunnel carpale segnala il rischio per la salute del cuore?

A volte ci sono situazioni che appaiono inspiegabili. Così anche la sindrome del tunnel carpale, una delle neuropatie periferiche più frequenti tanto che l’Accademia Americana di Neurologia arriva a dire che colpisce nella vita una persona su dieci, soprattutto tra i 45 e i 60 anni, sarebbe in qualche modo correlata con la salute del cuore. Ed in particolare con il rischio di sviluppare l’amiloidosi, patologia caratterizzata dal progressivo deposito di materiale all’interno del muscolo cardiaco. La sindrome del tunnel carpale è caratterizzato da senso di intorpidimento, dolore alla mano e in particolare a tre dita, per un intrappolamento del nervo mediano nel canale del carpo a livello del polso. Secondo una ricerca condotta su un’ampia popolazione in Danimarca, riportata dal Journal of American College of Cardiology, quando è presente questo quadro aumenterebbe significativamente la possibilità di vedersi diagnosticata negli anni successivi la patologia degenerativa cardiaca. Ma non basta: dalla ricerca emerge che oltre ad un maggior rischio di andare incontro a scompenso cardiaco, legato appunto alla deficienza contrattile del muscolo cardiaco legata all’amiloidosi, alla patologia del nervo si correlerebbe anche un aumentato pericolo di andare incontri ad episodi acuti cardiovascolari. La ricerca è stata coordinata da Emil L. Fosbøl, dell’Ospedale Universitario di Copenhagen, ed ha preso in esame i dati relativi ad oltre 56.000 pazienti che erano stati sottoposti a trattamento chirurgico per sindrome del tunnel carpale, confrontandoli con quelli ottenuti da una popolazione simile ma senza il problema del nervo. Le persone con sindrome del tunnel carpale avevano un rischio più alto di avere una diagnosi di amiloidosi, e nemmeno a lunga distanza di tempo: più o meno tre anni dopo il trattamento chirurgico. Come se non bastasse a dieci anni di distanza uno scompenso cardiaco è comparso nel 5,3 per cento dei pazienti sottoposti a trattamento per la sindrome del tunnel carpale, contro il 3,2 per cento nella popolazione di controllo. Infine anche sul fronte della comparsa di fibrillazione atriale e di altre forme aritmiche, oltre che per la necessità di impiantare un pacemaker o un defibrillatore, la prevalenza è risultata maggiore in chi aveva avuto una sindrome del tunnel carpale.

Cos'è l'amiloidosi del cuore

L’amiloidosi cardiaca spesso si manifesta come uno scompenso cardiaco. Ma la sua origine è profondamente diversa. Il cuore si riempie di fibrille che lo infestano modificandone la capacità di contrarsi. Nello studio danese l’attenzione si è concentrata su pazienti che presentavano un’alterazione acquisita della Transtiretina (TTR). La malattia si può infatti presentare in una forma ereditaria, legata a  mutazioni nel gene TTR e si presenta tipicamente nella fascia di età 50-70 anni, mentre la forma acquisita si presenta nella fascia di età 60-80 anni. La patologia è causata quando la proteina di trasporto, diventa instabile e mal si adatta, portando alla formazione di amiloide, che si deposita nel cuore. Così il muscolo cardiaco diventa rigido e perde la sua naturale capacità di contrarsi. La correlazione con la sindrome del tunnel carpale potrebbe in futuro diventare una possibilità per effettuare uno screening. In un altro studio, peraltro su pochissimi pazienti, si è visto che poco meno del 10 per cento dei soggetti che trattati per sindrome del tunnel carpale mostrava depositi di TTR nei tessuti tendinei. Al momento, tuttavia, è ancora presto per definire strategie di diagnosi precoce nella popolazione.

 

(FM)