Più cardiopatie congenite per il riscaldamento globale?

Preoccupano i dati di una ricerca americana. L’aumento delle temperature sul pianeta sarebbe collegato con una crescita dei casi di difetti congeniti del cuore

Più cardiopatie congenite per il riscaldamento globale?

Si sospetta da tempo che i mutamenti climatici possano avere effetti sul benessere, ma ci si è sempre limitati nelle previsioni ad un incremento dei casi di allergie e di malattie respiratorie, oltre che di diabete ed altri problemi metabolici. Ma nessuno avrebbe mai pensato che il riscaldamento globale potesse avere effetti anche sul rischio che i bambini vengano al mondo con un difetto congenito del cuore. Eppure sembra proprio così. A sancire il rapporto tra il “global warming” e il normale sviluppo cardiaco dei bambini è una ricerca che fa molto discutere, anche per l’impatto di questa dinamica sul singolo e sulla sanità. Stando allo studio, apparso su Journal of the American Heart Association, l’aumento medio delle temperature potrebbe portare ad un aumento di 7000 casi di cardiopatie congenite, rispetto alla media, in undici anni, considerando solamente otto stati degli USA (Arkansas, Texas, California, Iowa, Carolina del Nord, Georgia, New York e Utah). Lo studio, coordinato da Wangjian Zhang e Shao Lin dell’Università di Albany, suona come un vero e proprio campanello d’allarme che evidenzia la necessità di una specifica preparazione da parte dei medici per i difetti cardiaci congeniti, che impongono un rapido approccio e richiedono un’attenta assistenza dei soggetti trattati (quando necessario) negli anni a venire. Ma occorre anche considerare l’importanza del dato in termini di prevenzione. Secondo Shao Lin “è importante che i medici ricordino alle donne in gravidanza e a quelle che la programmano l’importanza di evitare il caldo eccessivo, in particolare tra la terza e l’ottava settimana dopo il concepimento”.

Sconosciuti i motivi della correlazione

La ricerca americana, pur mettendo in luce una correlazione chiara tra aumento delle temperature e maggior rischio di cardiopatie congenite, non riesce a far luce sui meccanismi che legano questi dati. Ci sono – è vero – studi sugli animali che suggeriscono che le temperature elevate possano indurre la morte di cellule fetali o interferire con la produzione di proteine “sensibili” al calore, che potrebbero giocare un ruolo critico nello sviluppo del feto. Ma al momento spiegare completamente l’impatto del “Global Warming” sul cuore in formazione non è possibile. Peraltro, colpisce la metodologia dello studio che si è basato su previsioni relative ai mutamenti climatici ottenute direttamente dalla Nasa e dal Goddard Institute for Space Studies. Gli scienziati hanno quindi elaborato con specifici sistemi di calcolo il numero delle giornate con calore eccessivo e di quelle con temperature superiori alla norma, area per area, arrivando a ipotizzare una crescita significative come quella sopracitata, anche grazie a rilevazioni di studi precedenti sui difetti congeniti del cuore. A quel punto, si sono create le previsioni sull’impatto futuro del clima su queste patologie. E i numeri, come si può vedere preoccupano. Sia chiaro: al momento i dati sono preliminari ma indicano che le donne debbono prestare attenzione a non esporsi troppo ai climi torridi, specie nelle prime settimane di gravidanza.

 

(FM)