Ecco la App che studia la voce e segnala lo scompenso cardiaco

Valutata su 40 pazienti, l’applicazione individua le caratteristiche vocali e indica se i polmoni sono congestionati. Prime osservazioni positive

Ecco la App che studia la voce e segnala lo scompenso cardiaco

Sarà lo scompenso cardiaco a riempire di “acqua” i polmoni di una persona che ha affanno, tosse e non riesce a sostenere gli sforzi? Un domani la congestione polmonare ed i conseguenti problemi nell’attività di scambio tra aria e sangue che avviene negli alveoli, le centrali operative di “mantici” che ci permettono di respirare, potrebbe essere scoperta semplicemente registrando la voce del paziente. Come? Attraverso una app. Potrebbe quindi essere d’aiuto un semplice smartphone per identificare precocemente le persone che cominciano ad avere i segni dell’edema polmonare e quindi far partire i trattamenti mirati, il tutto senza bisogno di esami invasivi, almeno nelle prime fasi. A segnalare questa possibilità è una ricerca che appare su HFA Discoveries, piattaforma scientifica della Società Europea di Cardiologia (ESC). Lo studio è stato condotto da Offer Amir, direttore dell’Heart Institute presso l’Hadassah Medical Centre di Gerusalemme che spiega come la voce sia uno degli elementi più “personali” che ci sono e ,che anche piccoli mutamenti nel tono e nel volume possono diventare strumenti per individuare una situazione di malessere, anche da parte di chi vive accanto alla persona. “Con questo studio riportiamo i risultati del primo dispositivo di monitoraggio personalizzato semplice da usare, non invasivo e personalizzato – spiega l’esperto. E’ necessaria solamente una semplice registrazione di 30 secondi ogni giorno,  in qualsiasi lingua”.

Cosa dice la ricerca

Come si sa, in chi soffre di scompenso il cuore ha una funzione di “pompa” del sangue deficitaria. La perdita di fiato e l’affanno sono i due segni chiave per individuare la patologia sul piano clinico, e sono legati all’accumulo di liquidi nel tessuto polmonare. Per questo è importante riconoscere precocemente questi segni, al fine di mettere in atto le risposte terapeutiche più efficaci per ogni singolo caso. La congestione polmonare, in ogni caso, può anche avere effetti sulle modalità di emissione dei suoni. Da questa ipotesi scientifica è nata l’analisi degli studiosi israeliani, che sono andati a valutare l’utilità di una App per smartphone in grado di distinguere la voce normale del soggetto da quella che si sente in caso di accumulo di liquido nei polmoni. L’indagine ha preso in esame 40 pazienti ricoverati con scompenso acuto e accumulo di liquido nei polmoni. A tutti è stato chiesto di registrare nel telefonino cinque semplici frasi al momento dell’ingresso in ospedale e alla fine del trattamento, prima della dimissione, quando la situazione cardiaca si è risolta. Ogni registrazione dura dai 2 ai 5 secondi, quindi l’intero processo richiede circa mezzo minuto. Grazie alla App si è riusciti a discriminare le differenze vocali in presenza di scompenso e dopo che i polmoni sono stati liberati dal liquido. L’ipotesi futura è di impiegare questo semplice strumento per il monitoraggio a casa delle persone con scompenso. Il dispositivo dovrebbe essere impiegato su prescrizione medica e sarebbe personalizzato, in base alla voce del singolo paziente. Le deviazioni nelle registrazioni, inviate regolarmente al medico, potrebbero diventare la discriminante per far partire una sorta di “allarme” tale da mettere in atto le necessarie contromisure in termini di cura.