Una proteina svelerà nei sani il rischio di scompenso cardiaco

Si chiama Galectina-3 ed è un marcatore di fibrosi e del cuore e infiammazione. La sua misurazione potrebbe diventare un test di screening nei soggetti a rischio

Una proteina svelerà nei sani il rischio di scompenso cardiaco

Il suo nome è Galectina-3. E’ un marcatore che in futuro potrebbe diventare un fattore chiave per riconoscere precocemente le persone destinate a sviluppare scompenso cardiaco o, più in generale, malattie cardiovascolari. A far prevedere questi sviluppi è una ricerca coordinata da Jennifer Ho, del Massachusetts General Hospital, di Boston, condotta nell’arco di circa dieci anni su una popolazione di oltre 2000 soggetti partecipanti al Framingham Heart Study Offspring Cohort. La ricerca è apparsa su Journal of the American College of Cardiology.

Secondo gli esperti, una deviazione significativa verso l'alto dei valori di Galectina-3 appare associata ad un rischio superiore di quasi il 40 per cento di sviluppare scompenso cardiaco. I mutamenti del parametro appaiono associati in maniera indipendente anche ad un incremento del rischio di malattie cardiovascolari in generale. Ovviamente, dalla ricerca emerge che l’impatto della valutazione della Galectina-3 non è identico per genere ed età. Il parametro tenderebbe ad innalzarsi di più nel tempo negli anziani, nelle donne, in chi ha valori basali più bassi, in chi ha la pressione sistolica più alta, in chi soffre di diabete o ha un indice di massa corporea elevato, in chi fuma.

Un nuovo metodo di screening?

Secondo la Ho, questa ricerca conferma l’importanza della valutazione di questo parametro per definire il rischio cardiovascolare dei soggetti e la misurazione ripetuta della Galectina-3 “può affinare le capacità di comprensione del rischio futuro di scompenso cardiaco e rischio cardiovascolare ben più e oltre la singola valutazione”. Lo studio ha preso in esame 2477 soggetti di età media di 57 anni, controllati per il parametro due volte, alla fine del secolo scorso e poi tra il 2005 e il 2008. Nell’intervallo tra le due misurazioni sono comparsi 39 casi di scompenso cardiaco e si sono verificati 108 casi di malattie cardiovascolari, oltre che quasi 200 casi di malattia renale cronica. Per quanto riguarda i valori di Galectina-3, questi si sono modificati nella maggior parte dei soggetti studiati, con più del 30 per cento delle persone che hanno avuto un innalzamento di almeno il 20 per cento del parametro. I maggiori aumenti di Galectina-3, peraltro, sono apparsi nelle persone che hanno sviluppato scompenso cardiaco o malattie cardiovascolari. Rimane tuttavia da segnalare come il test non sia significativo di possibile aggravamento di una situazione in corso, ma piuttosto possa indicare, se ripetuto nel tempo, la necessità di una maggior attenzione per chi vede i valori di questo parametro salire.  Dallo studio emerge infatti che le persone che sono passate da livelli bassi del parametro a valori significativamente elevate a distanza di anni hanno mostrato un più elevato rischio di sviluppare scompenso rispetto a quanti hanno mantenuto livelli bassi di Galectina-3.