Scompenso cardiaco, la lingua dirà come staremo

I batteri presenti sulla lingua e il suo colore potrà offrire informazioni utili per controllare la malattia

Scompenso cardiaco, la lingua dirà come staremo

Vi ricordate le nostre mamme? Quando avevamo un qualsiasi problema di salute, subito andavano a vedere come si presentava la lingua. Nella semeiotica medica moderna questo parametro non ha ovviamente perso valore, soprattutto quando si parla di problemi digestivi o infezioni. Ma ora una ricerca coordinata da Tianhui Yuan, dell’Ospedale Universitario di Guangzhou comparsa su HFA Discoveries, piattaforma della società Europea di Cardiologia (ESC), sembra riportare alla ribalta lo stato della lingua come parametro chiave per la diagnosi di scompenso cardiaco e per il monitoraggio di questa condizione, estremamente diffusa in Italia soprattutto nella popolazione anziana. Stando allo studio, che ha confrontato una quarantina di soggetti ricoverati in ospedale per scompenso cardiaco cronico confrontando la situazione con quella di una popolazione sana di controllo, ci sarebbero infatti caratteristiche ben precise di colore e soprattutto di composizione della popolazione batterica, quindi del microbiota. Ed è su questo aspetto che, dal punto di vista scientifico, si è concentrata l’attenzione degli esperti cinesi perché particolarmente spiccata è la differenza nella flora batterica tra persona sane e con scompenso cardiaco.

Batteri specifici in campo

L’analisi degli scienziati si è concentrata sul microbiota, identificato attraverso una tecnica di sequenziamento genico. I prelievi per acquisire i campioni sono stati effettuati la mattina presto, ovviamente senza le variabilità determinate dall’impiego del dentifricio. Nelle persone sane, rispetto a chi soffriva di scompenso, la popolazione batterica preminente è risultata molto diversa. In particolare nelle persone con la patologia cardiaca si è visto che due popolazioni batteriche, quella degli Eubatteri e dei Solobatteri, erano rappresentate in misura estremamente ridotta. Da questa osservazione, ancora tutta da dimostrare su ampie popolazioni, nasce quindi l’ipotesi di strutturare dispositivi di monitoraggio e screening di semplice applicazione per i malati, ovviamente da affiancare alle necessarie valutazioni sulla funzione e sull’anatomia cardiaca. L’ipotesi di lavoro, in ogni caso, è affascinante: si sa che l’infiammazione rappresenta una sorta di “propellente” per la sofferenza cardiaca e quindi, visto il ruolo del microbiota linguale nel determinare la reazione immunitaria dell’organismo, comprendere cosa accade può essere di grande utilità. Per quanto riguarda invece il colorito della lingua, in genere nei pazienti con scompenso appare più arrossata e soprattutto presenta una patina gialla, che potrebbe essere legata proprio alla popolazione batterica presente.

 

(FM)