Testosterone basso, scompenso cardiaco più pericoloso!

Una ricerca giapponese dimostra che quanto più sono ridotti i valori dell’ormone circolante nel sangue tanto maggiori sono i rischi, con netto calo della capacità di sopportare gli sforzi

Testosterone basso, scompenso cardiaco più pericoloso!

Il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, potrebbe avere un ruolo anche nella prognosi di chi soffre di scompenso cardiaco. Più i valori dell’ormone nel sangue calano, infatti, tanto maggiori sarebbero i rischi di mortalità e comunque di rispondere agli stimoli fisici. A dirlo è uno studio apparso su American Journal of Cardiology e condotto su 600 pazienti con scompenso cardiaco da un’equipe di ricercatori giapponesi guidati da Akiomi Yoshihisa, del Dipartimento di Medicina Cardiovascolare presso l’Università Medica di Fukushima. Per certi versi non si tratta di una sorpresa, considerando che l’influsso dell’ormone si esercita su diversi fattori che entrano in gioco nel normale funzionamento del cuore, dall’attività elettrica del muscolo cardiaco fino alla sua capacità di contrazione e all’azione dei vasi che lo irrorano. Lo studio ha perso in esame quasi 600 pazienti, reclutati tra il 2006 e il 2009 e seguiti fino al 2017, che sono stati osservati nel tempo dopo essere stati suddivisi in quattro gruppi in base ai valori di testosterone nel sangue. Diverse le evidenze emerse che sembrano deporre in favore del ruolo del testosterone. In particolare, la mortalità, facendo una media dei vari gruppi considerati, è risultata sempre più alta nei soggetti con minor testosterone. Considerando poi i fattori di rischio cardiovascolare, un ridotto livello di testosterone nel sangue è risultato associato ad un incremento del colesterolo, ad un aumento dei classici fattori che entrano in gioco nei processi infiammatori 8l’infiammazione è nemica del cuore), ad un maggior ispessimento della parete dell’arteria che quindi diventa più rigida e meno pronta a sostenere il passaggio del sangue. Come se non bastasse, ridotti valori di testosterone si correlano con una minor forza dei muscoli dell’organismo, con conseguente ridotta capacità di reazione all’esercizio fisico che porta quindi ad una limitata capacità di movimento della persona con scompenso cardiaco. In base allo studio giapponese, quindi, si conferma quanto già emerso in altre ricerche. La carenza ormonale tende ad associarsi con una prognosi peggiore in caso di scompenso cardiaco, ma attenzione a non fare di ogni erba un fascio. Per quanto riguarda la mortalità da infarto ed ictus, la situazione sembra esattamente opposta: quando il testosterone è basso, i risultati sono migliori.