A Brescia una grande “casa” per gli interventi al cuore

Tecnologia all’avanguardia e capacità tecniche. Ecco il cocktail della sala ibrida più grande d’Italia presso la Fondazione Poliambulanza

​A Brescia una grande “casa” per gli interventi al cuore

Avete presente il Tom-.tom? Lo usiamo tutti, magari con nomi diversi oppure più semplicemente giocando con lo smartphone, quando occorre orientarsi in zone che non si conoscono. Forse però non sapete che esiste anche in vero e proprio “navigatore” che, come ambiente in cui muoversi e trovare la strada, ha le arterie umane e più in generale i vasi che irrorano il cuore e l’organismo. Non è ovviamente alla portata di tutti. Ma il “navigatore” in questione altro non è che robot angiografico di ultima generazione in grado di acquisire immagini tomografiche tridimensionali. Grazie al suo lavoro e alle sue preziose indicazioni, lo specialista può quindi muoversi all’interno dell’albero cardiovascolare del malato. Non stiamo parlando di fantascienza ma di realtà, la realtà che si respira ogni giorno presso la nuova sala ibrida per la cardiologia della Fondazione Poliambulanza di Brescia. La struttura, unica in Italia per dimensioni complessive, ben 124 mq, e per tecnologie all’avanguardia, la nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza è funzionale per l’interventistica cardiovascolare tradizionale e per quella mininvasiva. La sala operatoria si inserisce all’interno del nuovo blocco cardiovascolare che viene inaugurato oggi nell’ospedale bresciano.

Un percorso su misura per il malato

Il “viaggio” di chi ha bisogno di affrontare particolari problematiche cardiache, dalle malattie valvolari fino alle aritmie ed ovviamente ai problemi vascolari, comincia spesso dall’imaging, fondamentale per conoscere la situazione. La tecnologia all’avanguardia si avvale di un accurato lavoro di pianificazione che inizia con la TAC del paziente. Il medico importa le immagini acquisite in un software di navigazione che simula il percorso endovascolare in tre dimensioni. In sala operatoria l’angiografo fonde le immagini precedentemente elaborate con quelle live, orientando l’operatore nei vari passaggi e riducendo al massimo il margine di errore.  Ma se la sala ibrida è il valore aggiunto del nuovo blocco cardiovascolare è l’intero progetto che si rivela ambizioso. Poliambulanza concentra in un unico distretto complanare tutte le specialità chirurgiche e interventistiche del dipartimento cardiovascolare e crea così un ambiente unitario aperto alla multidisciplinarietà.  Del blocco fanno parte, oltre alla sala ibrida, altre 5 sale dedicate alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare, all’elettrofisiologia e all’emodinamica e un’area di 3 sale operatorie per la chirurgia a bassa complessità. “La tecnologia aerospaziale ha influenzato la medicina in molti settori, tra cui l’area cardiovascolare – spiega Walter Gomarasca, Direttore Sanitario di Fondazione Poliambulanza. Queste innovazioni che oggi permettono di trattare ad esempio la stenosi aortica, una riduzione della capacità di apertura della valvola aortica, sia con tecniche tradizionali che con approcci mininvasivi, cioè per via percutanea senza aprire il torace. L’approccio operatorio più adeguato viene deciso in funzione delle caratteristiche del paziente ed è frutto di una valutazione multidisciplinare in cui convergono le competenze di chirurghi, cardiologi interventisti, anestesisti, radiologi, geriatri e cardiologi clinici”. La valutazione multidisciplinare del paziente, prassi consolidata, si avvale nell’ambito cardiovascolare di tre team: Coronary-team, Valve-team e Aortic-team. La vicinanza e l’ampiezza dei nuovi ambienti favoriscono un confronto continuo fra gli specialisti dei vari team, sia in fase di pianificazione che durante gli interventi. La prossimità con il Pronto Soccorso favorisce inoltre la gestione immediata delle emergenze cardiovascolari.

 

(FM)