In arrivo il cerotto che rivela tutto sul cuore

Si applica come un tatuaggio, registra costantemente l’elettrocardiogramma e le vibrazioni correlate al tum-tum del cuore. In futuro potrebbe sostituire l’esame Holter

In arrivo il cerotto che rivela tutto sul cuore

Siamo nel 1903. William Einthoven, un medico olandese che insegnava Fisiologia e Istologia all’Università di Lovanio, sviluppa il primo elettrocardiografo. Era un apparecchio molto grande, ma già allora sulla carta si riuscì ad ottenere il tipico tracciato con le onde che ancora rappresenta l’attività elettrica del cuore. Il paziente teneva un braccio ed una gamba in un contenitore pieno di liquido per aumentare la sensibilità dello strumento. Oggi a meno di 120 anni da quella data, i dispositivi indossabili fanno pensare ad una nuova rivoluzione in arrivo. Forse tra non molto non ci sarà più bisogno di portarsi dietro uno strumento, l’Holter, che rileva nel corso di una giornata o più tutto quanto accade ai ritmi del cuore registrando anche i valori pressori. Tutto potrebbe essere affidato ad un cerotto, del tutto impalpabile e per nulla disturbante. Questa struttura, molto piccola, si applicherà sulla pelle ed offrirà informazioni utili non solo per la registrazione elettrocardiografica, consentendo quindi di svelare sulla presenza di eventuali aritmie o di lesioni non riconosciute, ma anche per il monitoraggio delle vibrazioni collegate ad ogni battito cardiaco. In questo modo, grazie ad un sistema complesso di controlli e verifiche, si potrà avere una vera e propria “carta d’identità” fisiologica del cuore. La grande novità della soluzione tecnologica sta proprio nella matrice che consente una perfetta adesione alla pelle senza essere per nulla disturbante, come invece possono risultare altri tentativi di miniaturizzazione del classico test Holter che, attraverso fili esterni, collega gli elettrodi in prossimità dal cuore con un apparecchio che registra gli stimoli. Il dispositivo è stato messo a punto da un’equipe di ricerca dell’Università del Texas ad Austin guidata da Nanshu Lu ed è stata presentata sulla rivista Advanced Science.

Come funziona il device?

In pratica il cerotto si basa sulle capacità del materiale impiegato per realizzarlo, chiamato fluoruro di polivinilidene, di rispondere con una propria attività di tipo elettrico agli stimoli legati al movimento. Il dispositivo, quindi, ha uno spessore davvero minimo e per questo è praticamente impercettibile. Al momento è necessario uno smartphone che attraverso cavi offra al cerotto la necessaria alimentazione, ma già si sta lavorando per eliminare completamente queste vie di contatto. Allo stesso modo, grazie alla tecnologia bluetooth, si punta ad avere la possibilità di trasmettere direttamente i dati raccolti nel sistema allo smartphone o ad altri strumenti simili. Il tutto magari attraverso una App: sarebbe già pronta l’applicazione per registrare le informazioni raccolte e riportarle su uno schermo.

La speranza di un vero e proprio tatuaggio in grado di registrare dati senza pesare per nulla su chi lo porta, peraltro, fa parte della storia recente della ricerca. Non si parla ovviamente  di decalcomanie destinate a rimanere per qualche ora sulla pelle, ma di veri e propri “tatuaggi elettronici” a basso costo capaci di controllare come nel caso dello studio americano come batte il cuore e le curve elettriche che disegna con la sua attività. Ma si punta anche ad obiettivi ancor più significativi, come rilevare l’attività del cervello oppure controllare arti artificiali registrando gli stimoli elettrici che giungono dalla muscolatura. La tecnologia, infatti, permette di progettare diverse forme di elettrodi e, allo stesso tempo, produrre un’elettronica trasferibile in grado sia di coprire superfici di diverse dimensioni, sia di essere piegata e conformata a superfici curve e irregolari. Insomma, il futuro della diagnostica sembra segnato: punteremo sempre di più su “elettrotatuaggi”, o se preferite cerotti, che oltre alle capacità di rilevazione associano una capacità di adesione alla pelle elevata, resistendo a sfregamenti e movimenti del corpo. Quindi saranno strumenti di uso quotidiano ma di durata prolungata, come può richiedere un monitoraggio complesso come quello delle aritmie.

(FM)