In arrivo la collana intelligente che scopre la fibrillazione atriale

Nasconde nel pendente la possibilità di realizzare un elettrocardiogramma. La ricerca è di uno studente in Finlandia

In arrivo la collana intelligente che scopre la fibrillazione atriale

Incute timore, la fibrillazione atriale. In molti casi non dà alcun segno della propria presenza, ma può creare un’alterazione nel flusso del sangue che facilita la formazione di coaguli, tanto da diventare la causa di quasi un quarto degli ictus ischemici, la forma più frequente. “Snidare” questa aritmia prima possibile è uno degli obiettivi preventivi dei cardiologi, che possono poi mettere in atto i trattamenti specifici per controllare il ritmo del cuore e soprattutto per rendere più fluido il sangue circolante, riducendo il rischio di formazione di embolie. Ora si scopre che una possibile soluzione per svelare l’alterazione del ritmo cardiaco potrebbe venire da un accessorio molto usato, una collana. Nel suo pendente, si potrebbe nascondere un semplice rilevatore per elettrocardiogramma, capace di individuare immediatamente l’aritmia. A lanciare questa ipotesi è una ricerca apparsa sulla piattaforma scientifica della Società Europea di Cardiologia (ESC) EHRA Essential for Your e realizzata da un giovane studente in medicina dell’Università della Finlandia Orientale, Elmeri Santala. Il funzionamento del dispositivo è semplice: la valutazione del ritmo cardiaco si basa su un’applicazione disponibile sullo smartphone. Il pendente della collana deve essere messo per trenta secondi tra i palmi delle mani o tra la mano e il torace. In questo modo i dati vengono “incamerati” e poi automaticamente analizzati da un sistema di Intelligenza artificiale (AI), che valuta la situazione e restituisce l’esito direttamente sullo schermo dello smartphone. Ovviamente la valutazione viene anche inviata ad un medico per l’eventuale conferma della diagnosi

La collana già testata in uno studio clinico

Il dispositivo è già stato valutato in una popolazione di 145 adulti, che hanno impiegato la collana per monitorare il proprio ritmo cardiaco. Ovviamente, sono stati anche effettuati nello stesso tempo anche controlli “classici” dell’elettrocardiogramma per valutare la sensibilità dello strumento. Tutti i referti ottenuti sono poi stati inviati a due cardiologi che hanno esaminato tutti i dati, senza sapere nulla sul tipo di registrazione né sulle condizioni dei soggetti. Il risultato è stato sicuramente interessante. Grazie alla collana si sono ottenuti tracciati di alta qualità e comunque in grado di rilevare efficacemente la presenza dell’aritmia. In pratica, quindi, una volta superata una certa età – il rischio di fibrillazione atriale sale con l’avanzare degli anni – semplicemente indossando ogni tanto una collana si potrebbe ottenere informazioni estremamente utili per individuare chi ha sviluppato questa aritmia. D’altro canto, anche la stessa ESC propone uno screening per la fibrillazione atriale a partire dai 65 anni e comunque in tutte le persone che risultano a rischio di ictus cerebrale. L’aritmia aumenta anche di cinque volte il rischio di un’ischemia cerebrale, che peraltro è più grave perché i coaguli di sangue sono grandi e quindi vanno a bloccare arterie di ampie dimensioni, con potenziali danni a vaste aree cerebrali . Per questo è fondamentale seguire le terapie  in grado di mantenere il sangue fluido. Ma soprattutto – e questo vale per tutti – non bisogna dimenticare che il tempo è “cervello”. In caso di attacco, saperne riconoscere precocemente i sintomi. La perdita di forza di un braccio e una gamba, difficoltà nel parlare con abbassamento di una parte della bocca e disturbi improvvisi della vista sono i segnali che debbono spingere immediatamente verso i soccorsi.

 

(FM)