Da un pesce le speranze per rigenerare il cuore

Scoperta nel pesce zebra una popolazione di progenitori delle cellule muscolari cardiache particolarmente adatta a rigenerare quelle distrutte da una grave ischemia. Speranza per cure future dopo un infarto

Da un pesce le speranze per rigenerare il cuore

Chiamatele come volete. Se preferite, per usare un termine corrente, definitele “cellule riparatrici”. L’importante è che dalla scoperta di un gruppo di studiosi svizzeri, tedeschi e spagnoli si possa arrivare ad una possibile terapie per compensare i danni legati all’ischemia cardiaca prolungata che porta all’infarto. Dopo un evento di questo tipo, infatti, milioni di cellule muscolari cardiache muoiono e purtroppo per le loro caratteristiche non possono essere sostituite normalmente, tanto che al loro posto si crea una sorta di cicatrice. Quell’area cardiaca è destinata quindi a non contrarsi più normalmente e da tempo la scienza sta cercando possibili soluzioni per individuare strade per rigenerare in qualche modo il miocardio distrutto. Magari “rubando” qualche segreto alla natura visto che in alcuni pesci, ad esempio,  il cuore è in grado di ricostruire le proprie cellule muscolari distrutte. Il pesce zebra, o zebra fish o danio rerio, un piccolo abitante delle pozze d’acqua dolce, rappresenta in questo senso un modello ottimale sia perché condivide numerosi geni con l’essere umano sia perché è ormai protagonista nei laboratori che si occupano di rigenerazione dei tessuti. In questo senso, ad aggiungere un tassello importante alla conoscenza nella scienza di base, arriva ora una ricerca, pubblicata sul tema da Cell Reports e condotta dall’Università di Berna insieme all’EMBL di Heidelberg, al CNIC di Madrid e all’Ospedale Universitario La Paz, sempre nella capitale spagnola. Lo studio dimostra che non tutti i progenitori delle cellule muscolari cardiache possiedono capacità rigenerative e che questa caratteristica sarebbe solamente di alcune sottospecie di cellule.

La piccola popolazione di cellule “meccaniche”

La ricerca europea ha impiegato particolari strumenti transgenici per lo studio delle unità cellulari del miocardio e quindi è riuscita ad identificare diverse sottopopolazioni cellulari. In particolare sono state individuate particolari cellule, numericamente non molto rappresentate, che fanno parte del corredo delle unità del pesce zebra. Sono individuabili perché esprimono uno specifico gene (Sox10) la cui espressione si correla con una maggiore e più efficace risposta alle lesioni rispetto alle altre cellule miocardiche. Queste cellule sono diverse dal resto del tessuto miocardico anche nel profilo di espressione genico, il che indirizza verso l’ipotesi che si tratti di una specifica sottopopolazione. D’altro canto, quando vengono alterate queste stesse cellule, la rigenerazione cardiaca nel pesce risulta alterata in senso negativo. La speranza è che questa sottopopolazione cellulare, particolarmente efficace nel processo rigenerativo, possa diventare protagonista di un nuovo percorso di ricerca, trasformandosi anche, almeno questa è la speranza, in una possibile arma per la medicina rigenerativa umana.