300 calorie al giorno in meno e scende il rischio di malattie di cuore

In due anni una riduzione progressiva e regolare, dell’introito calorico può correggere non solo il peso, ma anche glicemia, colesterolemia e altri fattori di rischio cardiovascolare nei giovani adulti perfettamente sani

300 calorie al giorno in meno e scende il rischio di malattie di cuore

CALERIE. Segnatevi questo acronimo, che sta per Comprehensive Assessment of Long-Term Effects of Reducing Intake of Energy. Perchè proprio questo studio, per ora condotto su poco meno di 200 persone sane (da normopeso fino a leggero sovrappeso), tra i 21 e i 50 anni, di entrambi i sessi, dimostra che riducendo di 300 calorie al giorno l’introito calorico al termine di un percorso che preveda inizialmente un calo delle calorie che si può valutare intorno al 20 per cento nei primi mesi, si possono davvero fare miracoli per la salute del cuore. Solo ci vuole costanza, perché i risultati si ottengono solamente nel tempo. Ed occorre, dopo un primo periodo di sei mesi, proseguire nella restrizione calorica in modo sempre minore, fino appunto a giungere a circa 300 calorie in meno dopo due anni. E le prove ci sono: proprio dopo due anni i fattori metabolici legati ad un maggior rischio per il cuore tendono a riportarsi alla normalità, a prescindere da altre abitudini di vita. Il tutto, migliorando anche la composizione corporea con un evidente calo della massa grassa. La ricerca è stata condotta da un’equipe dell’Università Duke di Durham, nella Carolina del Nord, ed è stata pubblicata su Lancet Diabetes & Endocrinology. Nei soggetti che sono stati sottoposti a questo regime alimentare controllato, con sole 300 calorie al giorno in meno rispetto alle abitudini al termine del percorso di “remise en forme”, si è osservato prima di tutto un calo generalizzato dell’introito calorico, pari a circa il 12 per cento al giorno. ma soprattutto si è verificato un calo ponderale pari a 7,5 chili. Niente di eccezionale, si dirà, ma sufficiente a far sì che in chi aveva questa dieta e seguiva corsi di counselling dedicati a ridurre il rischio di “sgarri” (si poteva arrivare fino ad un 25 per cento di calorie in meno al giorno), si sono ottenuti un miglioramento significativo dei valori dei lipidi del sangue, una miglior sensibilità all’insulina (parametro fondamentale per tenere a distanza il diabete) un calo dei valori di proteina C Reattiva, parametro ormai riconosciuto di infiammazione quando i valori sono innalzati. Il tutto, ovviamente, in confronto a chi non aveva mutato di così poco, più o meno l’equivalente di un’abbondante colazione (da non saltare assolutamente), il proprio introito calorico.

Niente diete drastiche, ma impegno nel tempo

Per chi è in sovrappeso, quindi, ci vuole soprattutto costanza. Gli stessi autori della ricerca segnalano infatti come lo studio dimostri che “anche una modifica non severa (dell’introito calorico) come quella impiegata nello studio potrebbe ridurre l’impatto del diabete e delle malattie cardiovascolari presenti nel nostro Paese”. Tra i consigli che giungono, c’è anche quello di evitare ad esempio gli snack dopo cena, spesso molto calorici e purtroppo anche ricchi di glucidi e grassi. Sempre secondo gli esperti americani, questi semplici cambi di abitudine possono avere un impatto estremamente significativo sulla salute pubblica anche quando interessano persone sane, giovani o di mezza età, che pure non sono obese. Insomma: ridurre di poco le calorie, magari seguendo i dettami della dieta mediterranea, potrebbe essere la ricetta giusta per favorire la protezione del cuore dell’infarto e del cervello dall’ictus. Particolarmente interessanti, oltre al calo ponderale, risultano i dati relativi al colesterolo “cattivo” (LDL), a quello totale, ai trigliceridi, con miglioramenti significativi per tutti questi parametri rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, che avevano proseguito con la loro dieta.

 

(FM)