I giusti alimenti per prevenire l’ictus

Come esistono diversi tipi di ictus, così anche cibi specifici possono aiutare in casi differenti. I curiosi risultati di un grande studio europeo

I giusti alimenti per prevenire l’ictus

Alla fine, l’ictus porta alla morte di una popolazione più o meno ampia di neuroni. Il danno dipende dall’area cerebrale interessata e dal tempo di sofferenza legato alla carenza d’ossigeno. Ma i meccanismi che portano all’ictus possono essere vari, apparentemente opposti. In almeno otto casi su dieci la lesione è di natura ischemica, ovvero è legata ad un “blocco” nella circolazione del sangue in una determinata arteria, correlato ad una trombosi e ad un’embolia. Nei casi restanti, l’ictus nasce per un’emorragia. Ovviamente le cure sono diverse nelle due circostanze, ma rimane una variabile fondamentale: il tempo. Prima si arriva e meglio è. Ma per l’ictus, come del resto per le diverse malattie cardiovascolari, la chiave per diminuire i rischi si chiama prevenzione. Ovviamente l’alimentazione conta molto in questo senso, visto che esistono cibi ad azione protettiva che andrebbero assunti con regolarità. C’è però una sorpresa: le indicazioni nutrizionali possono non essere esattamente le stesse per proteggersi dall’ictus ischemico e da quello emorragico. A ricordarlo è una ricerca condotta su quasi 420.000 persone in nove nazioni europee (Italia compresa), pubblicata su European Heart Journal e coordinata da Tammy Tong, dell’Università di Oxford. II soggetti sono stati seguiti mediamente per oltre 12 anni con continue rilevazioni sulle abitudini e sullo stato di salute.

Ecco cosa e quanto mangiare

Dallo studio emerge che se si incrementa l’introito di cibi fortemente consigliati in prevenzione come vegetali, alimenti ricchi di fibre o yogurt cala il rischio di ictus ischemico, ma non si vedono effetti (in termini di associazione, non di meccanismi causali) quando si prendono in esame i dati sull’ictus emorragico. L’unico alimento il cui consumo elevato si associa a questo rischio sarebbero le uova, che potrebbe incrementare, ad alte dosi, i rischi di emorragia cerebrale. Più in particolare, l’attenzione in termini preventivi si è concentrata sulle fibre: se si aumenta di dieci grammi il quantitativo di fibre si ha un calo del rischio di ictus ischemico di oltre il 20 per cento. Se si considerano solo i consumi di frutta e verdura, peraltro spesso ricche di fibre, il rischio cala del 13 per cento se si rimane almeno sopra i 200 grammi al giorno.  In questo senso, l’ESC (Società Europea di Cardiologia) raccomanda il consumo di almeno 400 grammi giornalieri di frutta e verdura e un quantitativo di fibre alimentari variabile tra i 30 e i 45 grammi al giorno. Capitolo ictus emorragico. Se aumenta il consumo di uova il rischio di ictus emorragico aumenta di un quarto. Probabilmente, ad influire su queste percentuali potrebbe esserci il fatto che, nel tempo, le abitudini alimentari tendono ad influire sull’insorgenza di specifici fattori di rischio cardiovascolari, dal sovrappeso fino all’ipertensione e all’aumento di colesterolo nel sangue.

 

(FM)