L’alimentazione nello scompenso cardiaco

Nella prevenzione dello scompenso ha come obiettivo il controllo dell’ipertensione e dei fattori di rischio dell’aterosclerosi, ossia l’ipertensione stessa, il diabete e le dislipidemie 

L’alimentazione nello scompenso cardiaco

Nella prevenzione dello scompenso ha come obiettivo il controllo dell’ipertensione e dei fattori di rischio dell’aterosclerosi, ossia l’ipertensione stessa, il diabete e le dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per il resto è fondamentale ridurre l’assunzione con gli alimenti di sodio, il cui apporto deve essere limitato in base alla gravità del quadro. Nei pazienti con insufficienza cardiaca modesta può essere ottenuto un notevole miglioramento riducendo l’apporto alimentare di sodio, accompagnando questa misura con il riposo. Se lo scompenso è più grave l’assunzione di sodio deve essere controllata in modo più rigido e si devono usare anche farmaci. Una moderata diminuzione dell’assunzione di sodio deve essere mantenuta anche dopo la guarigione da un episodio acuto di scompenso, se la causa sottostante non è stata corretta. Una dieta normale contiene dai 6 ai 10 grammi di cloruro di sodio. Questo apporto può essere ridotto a metà semplicemente abolendo i cibi ricchi di sale e la quota di sale aggiunta a tavola, mentre se il sale viene abolito anche nella cottura dei cibi, è possibile ottenere una riduzione a un quarto del normale apporto. Nei pazienti con grave scompenso cardiaco, nei quali l’apporto di sodio deve essere contenuto tra i 500 e i 1000 milligrammi al giorno, si devono vietare o ridurre drasticamente latte in polvere o condensato, formaggi, albume d’uovo, frattaglie, pesci affumicati, secchi, in salamoia o sott’olio, molluschi, crostacei, farinacei quali pane e derivati (pizza, crackers, grissini, ecc.), biscotti, dolci in genere, vegetali e legumi in scatola, minestre liofilizzate, carni conservate, insaccati e alcune specie di vegetali, tra cui spinaci, sedano, barbabietole, carote, carciofi. Sono in genere permessi vari tipi di frutta e vegetali, legumi secchi e freschi, pane e pasta preparati senza sale, riso avena, soia, semola, orzo, farro, mais, cornflakes. Nelle forme più gravi occorre anche controllare l’apporto di acqua.