Il mango abbassa la pressione nelle donne dopo la menopausa

Gli effetti si osservano per la pressione massima e compaiono in meno di due ore dopo l’assunzione del frutto. Dose consigliata? Due coppe da macedonia al giorno

Il mango abbassa la pressione nelle donne dopo la menopausa

Frutta esotica? Sì grazie. E non solo per il gusto, ma anche per controllare la pressione. A consigliare questo curioso approccio alle donne in post-menopausa, con lo scopo di favorire un miglior controllo della pressione sistolica, è una ricerca condotta dall’Università della California-Davis, presentata al congresso dell’American Society for Nutrition tenutosi a Boston. La ricerca è stata condotta su 24 donne che avevano già superato la menopausa e in buona salute dall’equipe coordinata da Robert Hackman, che segnala come si tratti della prima volta che viene osservato un effetto legato all’assunzione di mango negli esseri umani. Le donne hanno consumato 330 grammi di mango (appunto due coppe da Macedonia) ogni giorno per 14 giorni, nell’ambito di un’alimentazione abituale. Nelle due settimane successive hanno poi ripreso la dieta normale, ma senza assumere il frutto. Nel corso delle visite di controllo sono stati monitorati diversi parametri compresi i principali esami del sangue, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, oltre a valutazioni del “breath test” per controllare il benessere dell’apparato digerente. Il consumo di mango ha indotto un calo nei valori della pressione arteriosa sistolica dopo due ore rispetto ai livelli di base oltre ad una riduzione della differenza tra sistolica e diastolica, che secondo gli studiosi sarebbe da correlare ad una sorta di azione “rilassante” dei polifenoli contenuti nel frutto sulla parete delle arterie. Sono apparse migliorate anche le composizioni dei gas all’interno dell’apparato digerente rivelate con il test del respiro, a riprova dell’effetto positivo del frutto sul benessere intestinale.

I vantaggi della frutta esotica

Pur se la ricerca è stata condotta su un ridotto numero di donne e per un periodo di tempo limitato, pare proprio che il consumo di mango (così come di frutta in generale), si possa rivelare utile per il benessere cardiovascolare ed in particolare per favorire un miglior controllo della pressione, ovviamente senza poter sostituire eventuali trattamenti farmacologici. L’azione positiva del frutto sarebbe da correlare alla ricchezza in polifenoli del mango, a partire dalla quercetina per arrivare fino all’acido gallico. Queste sostanze bioattive, infatti, hanno dimostrato in vitro di avere effetti positive sui vasi sanguigni. Sotto l’aspetto nutrizionale il mango, simile ad una sorta di “pera” esotica, è quasi del tutto povero di grassi ed è invece più ricco di acqua e zuccheri. Il 15 per cento del quantitativo calorico totale è infatti dato dai carboidrati. Per il resto, ecco qualche indicazione per chi ama la frutta esotica. L’ananas è fatto per l'86 per cento di acqua ed è praticamente privo di calorie grassi e colesterolo: cento grammi di polpa apportano infatti 40 calorie. Oltre che piacere ed adattarsi alle diete, però l’ananas contiene un enzima, la bromelaina, che favorisce la digestione delle proteine: può quindi essere utile insomma dopo un pasto che contenga carne, pesce o formaggi. Un unico consiglio: perché si possano  ottenere i massimi risultati, l'ananas va consumato fresco. Se invece puntate sulla papaia, ricordate che può aiutare la digestione dopo la cacciagione: il lattice della sua pianta viene infatti impiegato per intenerire le carni perché “scioglie” le proteine. Contiene circa il 10 per cento di zuccheri e fornisce mediamente 45 calorie per ogni etto di polpa.

(FM)