Olio extravergine d’oliva e frutti a guscio per proteggere il cuore a rischio

L’integrazione alimentare con dosi leggermente superiori di questi alimenti aiuta a preservare cuore e arterie rispetto ad una semplice dieta a basso contenuto di grassi. Lo dice uno studio apparso su New England Journal of Medicine.

Olio extravergine d’oliva e frutti a guscio per proteggere il cuore a rischio

Predimed. E’ questo il nome dello studio che sta seguendo migliaia di persone in Spagna e sta diventando una vera e propria fucina di dati sull’importanza dell’alimentazione mediterranea per la salute del cuore e delle arterie. Proprio dalla popolazione in esame, peraltro, arriva un’importante conferma sul ruolo protettivo dell’olio extravergine d’oliva, delle noci e degli altri frutti a guscio: aggiungendo alle dosi normali di consumo una sorta di “integrazione” con questi alimenti, infatti, si ridurrebbe ulteriormente il rischio di eventi cardiovascolari maggiori come infarto o ictus o di morte legata a queste condizioni. La supplementazione dietetica con questi alimenti sarebbe quindi protettiva, addirittura in confronto ad una dieta a ridotto contenuto di grassi. A testimoniarlo è addirittura il prestigioso New England Journal of Medicine, che riporta i risultati dell’analisi sui soggetti seguiti nello studio.

Per due alimenti chiave dell’alimentazione mediterranea si tratta di una conferma di efficacia protettiva davvero significativa, anche perché la ricerca presenta crismi di scientificità di altissimo livello. L’indagine ha infatti coinvolto 7447 persone di età compresa tra i 55 e gli 80 anni (il 57 per cento di sesso femminile) che presentavano una serie di fattori di rischio cardiovascolare tali da classificarli ad alto rischio. Al momento dell’entrata dello studio, nonostante la presenza di questi “nemici” del cuore, tutti i soggetti non presentavano però segni di patologie cardiovascolari. Le persone in esame sono state suddivise in tre gruppi in base alle indicazioni dietetiche da seguire: nel primo è stata imposta la classica dieta mediterranea caratterizzata dal consumo regolare di frutta e verdure, moderato introito di pesce e gli altri alimenti consigliati, ma con un supplemento di olio extravergine d’oliva (4 cucchiai di olio extravergine al giorno). Nel secondo oltre alla stessa dieta si è prevista una supplementazione di acidi grassi attraverso il consumo di frutti a guscio (30 grammi in totale, la metà di noci e un quarto rispettivamente di mandorle e nocciole), mentre nel terzo si è solo puntato su una dieta di controllo con il consiglio di ridurre i grassi alimentari. Tutti i partecipanti sono stati richiamati trimestralmente per tutto il periodo di osservazione, al fine di rinforzare i messaggi nutrizionali e per mettere loro a disposizione olio extra-vergine d’oliva, noci, mandorle e simili oppure piccoli omaggi non alimentari.

I vantaggi dell’alimentazione della tradizione

I risultati, al termine del periodo di osservazione, sono estremamente chiari, considerando che si tratta di una popolazione ad alto rischio cardiovascolare. L’assunzione di quantità più elevate (ma comunque controllate) di olio extravergine d’oliva e di noci nell’ambito di una dieta mediterranea senza controllo dell’introito calorico appare correlata con un minor rischio di infarto o ictus nei cinque anni di osservazione, in rapporto all’alimentazione a basso contenuto di grassi. La differenza relativa è apparsa del 30 per cento, quindi sicuramente degna di nota. Ma c’è di più. “La nostra analisi, che ha compreso anche informazioni sull’aderenza alle diete, suggerisce che la  differenza nei tassi di eventi cardiovascolari tra chi seguiva i due diversi modelli di dieta mediterranea rispetto alla popolazione di controllo era più elevate tra quanti avevano una miglior aderenza alle indicazioni nutrizionali indicate – scrivono gli autori della ricerca”. Quanto osservato, insomma, conferma una volta di più i benefici dell’alimentazione dei nostri nonni nella prevenzione primaria di infarto ed ictus cerebrale. D’altro canto, sempre dallo stesso studio, era emersa qualche tempo fa un’altra osservazione che andava in questa direzione. Nella popolazione in esame, infatti, in base a quanto pubblicato su Canadian Canadian Medical Association Journal, era emerso che la dieta mediterranea, con aggiunta di frutti a guscio o olio extravergine d’oliva, può modificare la situazione in chi è ad alto rischio di sviluppare problemi cardiaci perché soffre di sindrome metabolica. All’inizio dello studio il 64 per cento dei partecipanti aveva questo quadro con la classica pancetta e grasso concentrato all’addome, ipertensione e diabete. Dopo quasi cinque anni di osservazioni si è visto che la sana alimentazione dei due gruppi “mediterranei” aveva portato ad un calo dei valori di glucosio nel sangue e dell’obesità addominale. A questo punto, davvero, ci sono tutte le informazioni utili per proteggere il cuore.   (FM)