L’allenamento intenso protegge il cuore

Quali sono le attività fisiche più indicate? Una risposta viene da una ricerca americana, che indica il valore degli sforzi più intensi in particolare nei giovani. Il mixing tra sforzi aerobici ed anaerobici alla base dei migliori risultati

L’allenamento intenso protegge il cuore

Muoversi. Per proteggere cuore e arterie, l’attività fisica regolare e la lotta alla sedentarietà sono strumenti fondamentali. Ed è fondamentale che gli sforzi siano regolari, non occasionali, fino a diventare una sana abitudine quotidiana.  Ma quale attività fisica andrebbe privilegiata, lo sforzo intenso in palestra o in piscina o piuttosto la placida passeggiata quotidiana. La risposta ovviamente va modulate caso per caso, in base all’età e alle condizioni fisiche. Ma per chi è perfettamente in forma, l’attività fisica intensa e concentrata sarebbe più efficace nel proteggere dal rischio di malattie cardiache, in particolare nei giovani. Ad offrire questa chiave di lettura è una ricerca presentata alla Conferenza Latino-Americana dell’American College of Cardiology, tenutasi a Lima, in Perù. Lo studio è stato coordinato da Maia P. Smith, che lavora alla Saint George University di Grenada e sottolinea innanzitutto come sia fondamentale fare una regolare attività fisica. “In termini di popolazione – sottolinea l’esperta - sia lo sforzo intense sia l’attività aerobica classica aiutano a mantenere il cuore in salute, anche in piccole quantità”. La spinta al movimento deve essere quindi una vera e propria strategia di counselling da parte dei medici. Detto questo, dallo studio emerge anche come l’attività anaerobica, per chi è in salute, sia maggiormente utile per il cuore, in particolare dei più giovani. Ma più in generale, “mescolare” attività aerobiche ed anaerobiche sarebbe il cocktail ideale per il benessere cardiaco.

Cosa dice lo studio

La ricerca ha preso in esame i dati relativi a poco più di 4000 americani adulti tratti dalle informazioni derivanti dalla National Health and Nutrition Examination Survey. Sono stati considerati tutti i fattori di rischio cardiovascolare, dall’ipercolesterolemia all’ipertensione passando per sovrappeso e diabete, oltre ovviamente ai parametri relativi all’attività fisica riferiti dai partecipanti. La grande differenziazione si è effettuata tra chi faceva attività prevalentemente aerobiche, come corsa lenta, passeggiate o bicicletta, e chi invece andava incontro a sforzi di tipo anaerobico. I dati sono poi stati rapportati con il genere, l’età, il fumo di sigaretta e si sono ottenute due fasce d’età: la prima ha compreso persone tra i 21 e i 44 anni, la seconda gli over-45. I risultati generali dimostrano che in entrambi i gruppi chi faceva regolarmente attività aerobica ed anaerobica mostrava dal 30 al 70 per cento in meno di rischio di avere fattori di rischio cardiovascolari. L’associazione è risultata particolarmente significative nei giovani e in chi faceva attività anaerobiche. Ora occorre capire il perché di questa situazione e solo ulteriori studi dimostreranno come davvero gli sforzi intensi possano risultare tanto protettivi. Certo è che muoversi regolarmente è fondamentale. Secondo un’ormai storica ricerca condotta all’Università di Harvard due-tre ore di attività fisica la settimana abbassano di un quarto il rischio di morte nei ventisei anni successivi. Inoltre secondo un’altra indagine di qualche tempo fa un esercizio moderato di venti minuti per tre volte la settimana riduce il rischio di andare incontro a infarto. Se ci si muove regolarmente, insomma, si protegge il cuore e i vasi sanguigni e si riduce  il pericolo di  infarto ed ictus cerebrale. L’attività fisica è un vero “salvacondotto” per la salute a tutte le età, tanto che anche gli anziani possono e debbono muoversi regolarmente se il medico lo consiglia, praticando sport che non causino un eccessivo consumo di ossigeno e consentano di mantenere in forma il fisico e con esso il cuore e le arterie.