L’attività fisica cambia (in meglio) il sangue degli obesi

Grazie al movimento si può ridurre l’infiammazione, elemento chiave per i rischi per cuore e vasi. La prova da una ricerca apparsa su Journal of Physiology.

L’attività fisica cambia (in meglio) il sangue degli obesi

Se il peso diventa un nemico per la salute la dieta non basta, ma occorre anche una regolare attività fisica, compatibile con la situazione generale dell’organismo. Questa regola, che viene proposta a chi combatte l’obesità, deve essere seguita con ancor maggior attenzione alla luce dei risultati di una ricerca apparsa su Journal of Physiology, e coordinata da Michael De Lisio dell’Università di Ottawa. Il motivo? Grazie all’attività fisica si modificherebbero le caratteristiche di alcune cellule presenti nel sangue con un impatto positivo sull’infiammazione cronica che caratterizza proprio l’organismo di chi ha parecchi chili sopra il peso forma.
Lo studio ha preso in esame una popolazione di giovani e adulti obesi, senza altri problemi di salute, controllandone la fisiologia prima e dopo un ciclo di sei settimane di esercizio fisico programmato. L’attività ha previsto tre sessioni di circa un’ora ogni settimana, su cyclette o su tapis roulant. Ovviamente per monitorare lo stato di salute sono stati considerati diversi parametri rilevati attraverso esami del sangue, fatti all’inizio e al termine della sperimentazione. L’analisi ha mostrato che l’esercizio regolare riduce il numero delle cellule staminali da cui hanno origine le unità del sangue che sono poi responsabili dell’infiammazione. Secondo De Lisio “la ricerca è importante perché ci aiuta a comprendere un nuovo meccanismo che potrebbe essere implicato nel miglioramento che l’esercizio fisico porta alla salute delle persone con obesità”.
“Attualmente già conosciamo alcuni meccanismi che spiegano come e perché l’esercizio migliori la salute nell’obeso - commenta il dottor Pablo Werba, responsabile dell’Unità Prevenzione Aterosclerosi del Centro Cardiologico Monzino. Sappiamo che l’attività fisica contribuisce non solo al calo del peso e al miglioramento del metabolismo dei carboidrati e dei lipidi plasmatici, ma anche che aiuta la riduzione della pressione arteriosa, della glicemia e dello stress, solo per citare alcuni esempi. Rimane ancora da capire dunque - conclude l’esperto dell’Irccs milanese - se e quanto questo effetto dell’esercizio fisico sulle cellule staminali circolanti aggiunga un concreto beneficio clinico, rispetto ai numerosi cambiamenti favorevoli già noti”.

 

(FM)