Così il cane aiuta a proteggere il cuore dell’anziano

Chi ha un cane, anche nella terza età, presenta profili di rischio minori per il cuore. L’animale aiuta a fare una regolare attività fisica. E non solo. Il consiglio è dei geriatri

Così il cane aiuta a proteggere il cuore dell’anziano

Un amico a quattro zampe fa bene all’anima. Ed al corpo. Anche e soprattutto al cuore, diventando una formidabile alleato per la prevenzione. A dirlo, dati alla mano, sono gli esperti riuniti a Roma per il Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). “Una recente ricerca condotta su quasi duemila persone ha confermato che possedere un animale domestico è positivo per la salute, specialmente se si tratta di un cane – spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente SIGG. I dati raccolti mostrano infatti che chi ha l’animale modifica in meglio il proprio stile di vita: la necessità di portare a spasso Fido, per esempio, fa sì che il 62 per cento dei padroni faccia una quantità ottimale di attività fisica giornaliera, un altro 29 per cento un movimento comunque sufficiente: chi non ha un cane si muove quanto dovrebbe nel 47 per cento dei casi, arriva a una quantità di moto appena sufficiente nel 35 per cento”. Limitare tutto l’impatto dell’animale sugli stili di vita alla sola attività fisica, in ogni modo, appare riduttivo. Avere un cane infatti aiuta molto anche sul fronte delle sane abitudini. Pensate solo che, sempre stando allo studio, la presenza dell’amico a quattro zampe favorisce anche un’alimentazione più sana. La dieta appare ideale o comunque buona nel 91 per cento dei proprietari di un amico a quattro zampe, ma solo nell’83 per cento di chi non ne ha uno. “Questo miglioramento dello stile di vita si ripercuote su parametri come la glicemia, sensibilmente migliore nell’84 per cento di chi ha un cagnolino contro l’80 per cento di chi non ne ha uno, oppure i livelli di colesterolo, ottimali nel 45 per cento di chi ha un cane e solo nel 40 per cento di chi non ne ha – aggiunge l’esperto.

Impatto positivo anche sullo stato emotivo

I dati, insomma, mostrano che in generale gli elementi di rischio cardiovascolare sono meno presenti nei proprietari di animali domestici, che in media per esempio hanno un girovita inferiore e sono meno spesso ipertesi. Tenendo conto dei sette parametri per la valutazione del rischio cardiovascolare complessivo indicati dall’American Heart Association, ovvero livello di attività fisica, fumo, alimentazione, indice di massa corporea, pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, chi possiede un cane ha perciò un punteggio migliore rispetto a chi ha un altro tipo di animale domestico o non ne ha affatto. I cani hanno bisogno di essere portati spesso a passeggiare, per questo sicuramente incidono in maniera positiva con lo stile di vita. “I dati confermano peraltro ricerche precedenti secondo cui l’interazione con un cane riduce la pressione negli anziani  – osserva Antonelli Incalzi – Non bisogna poi sottovalutare il benessere psicologico regalato dagli amici pelosi: gli anziani soli possono trovare in un fedele compagno di vita una ragione per uscire di casa ma anche un vero amico, trovando così un senso alle proprie giornate e un antidoto alla solitudine. Gli studi mostrano che gli over 65 che possiedono un cane o anche un gatto soffrono meno di isolamento sociale, hanno minori sintomi di depressione, ansia e deficit cognitivi ma pure un benessere psicologico maggiore e una significativa resilienza di fronte a eventuali disturbi neuropsicologici: un animale è infatti uno stimolo continuo anche per la mente e, se l’anziano è in grado di prendersene cura, ha certamente il potenziale per migliorare il benessere e la salute fisica e mentale del suo padrone”.

 

(FM)